Il bando svuotacanile di Foggia. Melfitani: "E' una deportazione". Marangelli getta la spugna: "Non siamo stati capaci"

È una soluzione tampone, per uno o due anni, nelle more dell'espletamento della procedura in corso di project financing per la costruzione del nuovo canile a Foggia. Le dichiarazioni di Terry Marangelli e Anna Rita Melfitani

Foto di repertorio

"È un'operazione scellerata, un'altra deportazione". La passionaria Anna Rita Melfitani, presidente dell'Associazione Guerrieri con la Coda, commenta a caldo il bando svuotacanile comparso il 10 marzo all'albo pretorio. Il Comune di Foggia prova ad affidare il servizio di trasporto, ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi vaganti sul territorio comunale e dei cani già di proprietà comunale, precedentemente ricoverati presso il canile municipale di via Manfredonia, a imprenditori o associazioni che abbiano un struttura privata autorizzata e idonea a ospitare non meno di 150 cani nel territorio provinciale, entro 60 chilometri da Palazzo di Città, la sede di Corso Garibaldi dell'ente.

È una soluzione tampone, per uno o due anni, nelle more dell'espletamento della procedura in corso di project financing per la costruzione del nuovo canile a Foggia. 

Terry Marangelli, presidente dell'Associazione Volontari Protezione Animali, un'altra animalista di ferro da sempre in trincea, è convinta che sia stata già acquisita una disponibilità: "Considerato che noi non abbiamo canili, credo che il Comune sappia già dove devono andare i cani, e non lo dico in senso negativo. Avrà fatto sicuramente un'indagine di mercato sul territorio. Perché 60 chilometri e non 120 visto che la legge consentirebbe di poter spostare i cani su tutto il territorio provinciale? L'operazione è finalizzata a svuotare il canile e basta. Poi è un rifugio o un canile sanitario? Un privato non  può avere un canile sanitario. Il problema, in questa città, è che ci si vuole liberare del canile comunale perché rappresenta un problema". 

L'assessore delegato Antonio Bove aveva annunciato i termini della procedura nella seduta del Consiglio Comunale del 27 febbraio, in risposta ad una interrogazione del consigliere del Movimento Cinquestelle Giuseppe Fatigato, e aveva già procurato i primi mal di pancia degli animalisti. 

"Siamo tornati indietro di due anni quando si voleva la deportazione dei cani e le associazioni hanno combattuto col coltello tra i denti e penso che lo rifarebbero di nuovo - aggiunge Anna Rita Melfitani - Non sanno più come sbolognarli questi cani. E degli altri fuori dal canile che le associazioni curano gratuitamente ne vogliamo parlare? Devono ancora continuare a fare questo 'lavoro' per il Comune di Foggia?"

COSA PREVEDE IL BANDO - La procedura aperta è completamente elettronica: la presentazione dell'offerta avviene mediante piattaforma telematica. Il contratto avrà una durata di dodici mesi, ma è prevista la proroga di un altro anno. L'importo a base d'asta è di 169.725 euro, oltre Iva. L’ammontare dell’appalto è però già stimato in un massimo di 414.116,8, Iva compresa (importo riferito all’intera durata del servizio compreso proroga di 1 anno calcolato nel seguente modo: 150 cani per 3,10 euro al giorno per 365 giorni per 2 anni). Tra le clausole, il Comune di Foggia si riserva di interrompere l'appalto nel caso dovesse entrare in funzione il nuovo canile comunale.  

Possono presentare l'offerta le associazioni animaliste e zoofile iscritte all'albo regionale o comunque riconosciute, gli operatori economici che garantiscano la presenza nel canile di volontari di associazioni animaliste e zoofile e i Raggruppamenti Temporanei e consorzi ordinari di concorrenti. Non è ammesso il subappalto. 

Tra i requisiti, è compreso un fatturato minimo, condizione di per sé ostativa per le associazioni che per statuto sono no profit. "Ci sono delle inesattezze rispetto alle associazioni che vengono parificate agli operatori commerciali. Siamo associazioni senza scopo di lucro - spiega Terry Marangelli - Le convenzioni che fanno le associazioni sono ben normate dalla legge sul volontariato. Non mi pongo neanche il problema perché non abbiamo strutture". 

Nel capitolato, dovessero rimanere fuori, si precisa che "nell’ambito della convenzione e limitatamente ai cani ospitati e ricoverati per conto del Comune di Foggia, l’affidatario è tenuto a consentire l’accesso alla struttura ad associazioni di volontariato regolarmente iscritte all’apposito registro regionale, le quali, previa autorizzazione del Comune di Foggia, potranno svolgere attività di assistenza agli animali, divulgazione al pubblico, nonché attività volte a favorire l’adozione dei cani da parte di privati cittadini".

VERSO IL PROJECT FINANCING - La determina numero 258 del 5 marzo 2020 del dirigente Carlo Dicesare, designato Responsabile Unico del Procedimento, specifica che è imminente la convocazione della seduta di gara per l'apertura delle offerte pervenute per la progettazione, costruzione e gestione di un nuovo canile comunale che sorgerà in via Sprecacenere, su un'area di proprietà comunale di fronte al cimitero di oltre 5 ettari. L'opera sarà realizzata tramite finanza di progetto, un istituto di partenariato pubblico privato: l'investimento dell'imprenditore rientra attraverso i proventi della gestione. 

L'importo  complessivo della concessione per la durata di 21 anni tra lavori (682.500,50 euro) e gestione è di 3.885.000,50 euro. L'iter è stato piuttosto turbolento: la delibera della Giunta comunale che ratificava la volontà dell'Amministrazione comunale di procedere alla realizzazione del nuovo canile sanitario comunale risale a dicembre del 2017. Nell'estate dell'anno successivo è partito il primo bando, andato deserto. I termini sono stati riaperti quattro volte. Alla scadenza dell'ultimo avviso fissata al 29 aprile 2019 è stata nominata la Commissione giudicatrice, ma neanche quella ha goduto di grossa fortuna. Solo quest'anno il Comune ha provveduto a sostituire i componenti, il presidente Maurizio Guadagno che non è più nell'organico del Comune di Foggia da settembre e il commissario effettivo Giovanni Marella, in quiescenza.

"Aspettiamo l'apertura delle buste e poi ci facciamo un sacco di risate - dice caustica Anna Rita Melfitani che anche ai tempi del Coronavirus bada ai cani della città - Ad oggi abbiamo dei grossi problemi quando si ritrovano cani sul territorio e il sindaco di Foggia non si è mai degnato di dire grazie ai volontari per quello che fanno. La legge 281 del '91 parla chiaro: le associazioni danno cuore, mente, braccia e gambe ma chi dovrebbe far campare e mangiare quei cani è il Comune di Foggia e non lo fa. E per aver difeso gli animali del sindaco molte associazioni sono state denunciate manu propria dal proprietario di quei cani".

L'analisi di Terry Marangelli suggerisce un approccio diverso: "Invece di spendere questo denaro per una struttura da 200 cani, che comunque è insufficiente, andrebbe fatto un progetto di controllo sul territorio, altrimenti non bastano né uno né cento canili. L'attenzione della nostra città si è spostata troppo sulla struttura e poco sulla prevenzione. Siamo pieni di pensioni abusive, ed è un tripudio di stalli a pagamento: è una giungla. Tra canile comunale e associazioni ci sono già quasi 400 cani. Oltre i 150, gli altri che stiamo mantenendo a titolo gratuito dove li mettiamo? Sono tutti intestati al Comune di Foggia".

A sorpresa si tira fuori da eventuali barricate: "Per quello che mi riguarda e che riguarda la mia associazione non faremo nessun tipo di ostruzionismo, non succederà quello che è accaduto per Vieste. Se il problema è svuotare il canile di Foggia ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, e quando dico ognuno parlo di istituzione e associazioni, e della mancanza di collaborazione tra le associazioni che non sono state lungimiranti. Non siamo stati capaci - è il mea culpa della presidente VPA - di fare muro e di proporre nulla".

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