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Baia dei Campi

Baia dei Campi

Baia dei Campi: un ecomostro nel cuore del Parco del Gargano

Costruito negli anni Ottanta e costato parecchi miliardi delle vecchie lire, oggi è una cattedrale nel deserto alla mercé di tutti. Costruito in un'area sottoposta a vincolo idrogeologico, paesaggistico e forestale

Doveva essere il “Centro integrato per il turismo in Puglia”, ma da più di vent’anni è un ecomostro, un monumento “all’in(-)compiuto” finanziato dall’Europa, dalla Regione Puglia e dallo Stato.

Progettato dall’architetto Paolo Portoghesi (all’epoca della giunta regionale targata DC-PSI-PSDI) verso la metà degli anni Ottanta, l’opera, ribattezzata Università del Turismo, è costata dai 50 ai 100 miliardi delle vecchie lire: stiamo parlando di Baia dei Campi, suggestivo e meraviglioso angolo della Puglia nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, a pochissimi chilometri da Peschici e da Vieste.

L’ecomostro è ancora lì, dove la terra scotta e la natura domina anche il mare. Dove prima c’erano ulivi e abeti. Ora, invece, ci sono mila e mila cubi di cemento abbandonati. Una cattedrale nel deserto alla mercé di tutti. Preda di vandali e sciacalli, che in questi anni bui e silenziosi, hanno distrutto e portato via quasi tutto.

La struttura, che sarebbe servita per formare i manager del turismo e per offrire sostegno alle piccole e medie imprese della Capitanata, era stata persino arredata. Restano però lo scheletro della piscina olimpionica pensata per ospitare le gare internazionali e quello della cucina messa su per preparare più di 15mila pasti al giorno. E qualche materasso dei 370 posti letto.

Resta l’immagine di una struttura imponente, figlia dello sperpero di denaro pubblico e dell’abuso dell’uomo sulla natura. Uno scempio dal quale, all’atto del collaudo, sono nati una serie di contenziosi tra la società di costruzione e la Regione Puglia, che hanno rallentato le successive operazioni di ripristino. Un cubo di cemento costruito su di un terreno sottoposto a vincolo idrogeologico, paesaggistico e forestale.

E pensare che nel 1988, ancor prima che cominciassero i lavori, il progetto venne dibattuto e sottoposto all’attenzione del Parlamento attraverso un’interrogazione firmata dagli onorevoli Cederna, Ceruti, Boato, Savoldi, Bassi, Faccio, Tamino e Codillà in cui emergevano i dubbi circa la finalità, i finanziamenti, l’organizzazione e il valore legale di eventuali attestati di studio. “Un’operazione che ha tutte le caratteristiche della più smaccata speculazione edilizia” si legge.

La vicenda nasce ufficialmente l’11 gennaio del 1990 con una denuncia presentata alla Procura della Repubblica presso la Pretura di Foggia. Anno in cui scatta un avviso di garanzia all’indirizzo della giunta regionale pugliese e infine il sequestro e immediatamente il successivo dissequestro del cantiere.

Nel luglio del 1994 termina il processo, durante il quale Silvana Clemente, allora pretore di Vieste, riconosce "Il reato di alterazione di bellezze naturali di cui all’articolo 734». Nel corpo della sentenza si legge: “la costruzione del Centro turistico direzionale, in zona Baia Campi di Vieste, è stata ritenuta la causa di notevole deturpamento delle caratteristiche dell’area e del suo equilibrio paesaggistico con la condanna penale dei componenti della giunta regionale della Regione Puglia e del rappresentante legale della società concessionaria dei lavori e con l’ulteriore condanna dei medesimi al risarcimento del danno ambientale a favore della provincia di Foggia e dell’Associazione Italia Nostra”. Ogni consigliere regionale venne sanzionato con un’ammenda di 9 milioni, ma il reato fu dichiarato estinto.

Che fine farà Baia dei Campi? L’assessore regionale al Turismo, Silvia Godelli, rispondendo a un’interrogazione regionale del consigliere regionale del Pdl e a conclusione di una relazione dettagliata sulla storia del Centro Pilota, ha precisato che: “Il 26 luglio del 2011 è stato stilato il verbale di consegna del Centro Pilota di Vieste alla Regione Puglia da parte dell'Italscavi Costruzioni, restando impregiudicati da parte della Regione tutti gli aspetti di contenzioso pendenti e a venire. Stante la suddescritta situazione e il complesso contenzioso ancora in essere, la Regione Puglia ha ritenuto di mettere in sicurezza l'immobile e garantirne la custodia, ma non sussistono all'attuale stato delle cose le condizioni giuridiche di premessa per verificare se sarà il caso di mantenere o meno l'originaria destinazione d'uso del Centro Pilota di Vieste o di modificarla. Si conviene però sull'opportunità, appena la situazione del contenzioso lo permetterà senza pregiudizio dell'esito del medesimo, di aprire un largo confronto pubblico con le Amministrazioni e con le forze sociali della Capitanata per discutere del destino della struttura e della sua finalizzazione alle esigenze di sviluppo turistico, economico e sociale del territorio interessato e della regione tutta”.

L’INTERROGAZIONE REGIONALE DEL CONSIGLIERE PDL GIANDIEGO GATTA CLICCA QUI

VIDEO PRESA DIRETTA CLICCA QUI

LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DELL’ASSESSORE GODELLI

 

Baia dei Campi parte prima

Baia dei Campi parte seconda

Baia dei Campi parte terza

Baia dei Campi parte quarta

Baia dei Campi parte quinta

Baia dei Campi parte sesta

Baia dei campi parte settima

Baia dei campi parte ottava

 

 

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