Baby gang, Landella è stanco: "Foggia come Milano, problema è anzitutto familiare". E parte l'operazione 'cicchetterie': licenze a rischio

Il sindaco contatta Foggiatoday dopo la riflessione sull'apparente silenzio di Palazzo di Città rispetto al fenomeno. "Ai nuovi assessori va dato tempo" replica, evidenziando, tuttavia, come il problema riguardi soprattutto le famiglie foggiane

“Quello che succede a Foggia, succede in tante altre città. A Milano, a Napoli, a Palermo. Io sono stanco di veder dipinta la mia città come criminale, violenta. Adesso stiamo esagerando”. Il sindaco Franco Landella così interviene sul tema baby gang all’indomani della riflessione svolta da Foggiatoday sul ruolo del Comune rispetto alla problematica vissuta in città dalla città. “Nulla di diverso da ciò che accade da Nord a Sud, non siamo un unicum” prosegue il primo cittadino che, tuttavia, non nega la gravità del fenomeno. Non siamo al mal comune, mezzo gaudio. “Piuttosto – rivendica- questa amministrazione son tre anni che si occupa di sensibilizzare i giovani contro il bullismo attraverso un progetto nelle scuole in sinergia con la Polizia locale. E continueremo anche quest’anno”.

Non solo. Perché nell’immediato – fa sapere sempre il sindaco-, il comandante della Municipale proporrà all’incontro in Questura che si svolgerà questa mattina una intensificazione dell’attività di controllo, anche in borghese, nelle varie cicchetterie della città, alle quali “verrà revocata la licenza se sorprese a somministrazione alcol ai minori”. E’ l’unica misura, assieme ad un rafforzamento della presenza delle forze di polizia nel weekend, a cui il Comune di Foggia può metter mano, sia per le note difficoltà di personale che di bilancio, sia perché trattasi di “problema sociale”. Che, a parere di Landella (ma è convinzione diffusa), più che con la repressione va affrontato nelle famiglie. “Io allo stato ho solo una pattuglia notturna in caso di incidenti stradali, non ho altro purtroppo. Siamo stati l’unico Comune a mettere più di telecamere di quante questa città ne abbia mai viste. E sono tutte state installate con risorse comunali: quelle del Ministero, che viene qui a farsi la passerella, devo ancora vederle”.

Tema sociale, dicevamo. Landella usa parole nette nei confronti delle famiglie, quelle che “hanno smarrito il loro ruolo”. Ma anche quelle che un ruolo ce l’hanno e però i figli, nonostante l’educazione impartita, preferiscono fare branco, di notte. “Il ruolo di genitore non finisce con l’elargizione della paghetta settimanale. Ma le madri ed i padri devono preoccuparsi di verificare come quella paghetta la spendono, chi frequentano, come si ritirano a casa. La famiglia deve riappropriarsi del suo ruolo. Ecco perché plaudo all’azione delle mamme, una rete solidale è importante e va al di là della repressione. E’ una reazione straordinaria che troverà nell’amministrazione un interlocutore attivo. Ecco perché ho mandato sabato scorso Claudia Lioia (assessore Pubblica Istruzione, ndr), per verificare e mettersi a disposizione a nome dell’amministrazione comunale”.

C’è però tutto un capitolo da poter attivare. Temi come la povertà educativa, la dispersione scolastica, la devianza minorile, il disagio familiare sono argomenti inclusi nel Piano sociale di zona, strumento straordinario nelle mani della leghista Raffaella Vacca per contrastare il disagio diffuso. E che andrebbe non solo attivato ma, nel caso, rimodulato, potenziando l’attenzione alle fasce di maggiore fragilità che vivono la città. Tra l'altro non sconta neanche problemi ordinari di bilancio dal momento che il PSZ fa bilancio a se stante. Da questo punto di vista si potrebbe fare molto, disegnando un nuovo progetto sociale in città.

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