"Salviamo la giustizia", anche gli avvocati foggiani in piazza a Bari: "I cittadini hanno il diritto di avere i tribunali aperti"

Anche gli avvocati foggiani saranno in piazza Libertà "per far sentire la nostra voce ad un Governo che sembra aver totalmente dimenticato la Giustizia, quasi fosse un settore marginale, del quale occuparsi dopo il calcetto"

Al grido di "Salviamo la Giustizia" anche gli avvocati pugliesi si uniranno in una manifestazione di piazza che si terrà domani a Bari e in contemporanea con altre città italiane. L’appuntamento, al quale prenderà parte anche il Foro dauno guidato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, è alle ore 11 in piazza Prefettura del capoluogo pugliese.

“Si tratta di una manifestazione pubblica che vuole non solo richiamare l’attenzione del Governo ma, altresì, informare l’opinione pubblica rispetto alla drammatica condizione in cui versa la giustizia italiana. Una condizione che è sotto gli occhi di tutti ma la cui portata devastante non è ancora forse stata colta dai più. Una condizione che colpisce non solo gli avvocati, mai presi in considerazione in questo drammatico ed epocale momento, ma la cittadinanza tutta alla quale viene, di fatto, negato l’esercizio dei più elementari diritti", scrive l'Ordine degli Avvocati di Foggia.  

"È fin troppo evidente che un diritto è tale se può essere azionato, se può trovare tutela adeguata e celere. Era sotto gli occhi di tutti anche che il Titanic della giustizia stesse per affondare ben prima dell’epidemia. In questo contesto il Covid 19 ha creato la tempesta perfetta. Ci troviamo, oggi, a districarci con centinaia di regolamenti, protocolli, discipline, nazionali e territoriali, con norme che si susseguono una dietro l’altra ed applicazioni locali le più disparate che – in alcuni contesti – hanno, non di rado, raggiunto punte che oseremmo definire bizzarre.

Oggi, come ha opportunamente sottolineato l’OCF, abbiamo un’ulteriore preoccupazione: che le recenti misure ipotizzate per una piena ripresa delle attività giudiziarie dal 1° luglio, possano aggravare la situazione, poiché sta prevalendo l’orientamento che esse, ove approvate, non consentirebbero più l’utilizzo delle modalità alternative predisposte per la c.d. “fase 2”, con le quali erano state programmate le udienze per il mese di luglio. Ne deriverebbe, nella attuale impossibilità di tenerle con modalità ordinaria (in mancanza di un adeguato piano di sicurezza), il serio rischio di rinvii generalizzati: cosicché tali misure, anziché consentire la ripresa, aggraverebbero i problemi in corso. Insomma, il rimedio individuato per la fase tre (numero forse ipertrofico visto che, se le percentuali rilevate fossero corrette, la fase due nei Tribunali l’avremmo vista ben poco) rischia di essere peggiore del male e di aggravare – se possibile – le condizioni del malato. Per questa ragione, la manifestazione programmata a Bari martedì prossimo diventa l’occasione per ribadire le richieste dell’Avvocatura italiana.

I cittadini hanno diritto di avere i Tribunali aperti, con un piano di interventi che non può essere estemporaneo e che, pur nel rispetto delle esigenze sanitarie, consenta una ripresa concreta ed effettiva. È evidente che ciò non può non passare attraverso un piano straordinario per la messa in sicurezza delle attività e degli edifici giudiziari che comporti modalità di ripresa uniformi su tutto il territorio nazionale. Occorre, poi l’assunzione di una norma di legge, anche a mezzo di decretazione d’urgenza, che consenta lo svolgimento di tutte le attività giudiziarie anche nei prossimi mesi di emergenza, con tutti gli strumenti previsti e sperimentati, fornendo adeguate risorse – tecniche ed economiche – che consentano una ripartenza effettiva. Non possiamo più tollerare che il sistema giustizia si fermi perché i diritti dei cittadini, come le libertà, non possono andare in quarantena”.

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