Aipa, altra tegola per il Comune: scattano avvisi di garanzia, c'è anche Landella

Il primo cittadino: "Sono sereno, essendo stata la mia condotta assolutamente lineare ed esercitata con senso di responsabilità nell'interesse collettivo"

Immagine di repertorio

Altra tegola per l'Amministrazione comunale: il sindaco Franco Landella, destinatario insieme ad altre sette persone di un avviso di garanzia con l’accusa, a vario titolo, di peculato. Il provvedimento rientra nell’ambito della inchiesta su Aipa, l’azienda di riscossione tributi.

La procura di Foggia, si ricorderà, aveva accusato l’azienda di peculato sequestrando beni per oltre 9 milioni di euro, ma il Tar - dopo l’appello presentato dalla società - aveva dissequestrato i beni. Successivamente la procura dauna ha fatto ricorso in Cassazione, che ha disposto una proroga delle indagini che hanno portato agli avvisi di garanzia.

Insieme al sindaco Landella, nel registro degli indagati figurano il segretario generale Maurizio Guadagno, i dirigenti Ernesto Festa e Claudio Taggio, il funzionario dell'ufficio Contratti e Appalti, Giulio Raimondi,  due dipendenti Aipa (Giampiera Polignano e Daniele Santucci) e il presidente  Aipa Luigi Virgilio. “Esprimo piena fiducia nel lavoro della Magistratura sulla vicenda inerente il rapporto tra il Comune di Foggia ed Aipa SpA, con riferimento al servizio di accertamento e riscossione dei tributi", spiega il primo cittadino.

"Da questo punto di vista, la richiesta di proroga delle indagini costituisce un atto dovuto, rispetto al quale sono sereno, essendo stata la mia condotta lineare ed esercitata con senso di responsabilità nell’interesse collettivo, soprattutto in ordine alle anomalie contrattuali ereditate dalla precedente Amministrazione comunale e da me per primo evidenziate, in particolare per ciò che riguarda l’onerosità del contratto a carico dell’Ente di Palazzo di Città”.

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