Gemellini nati al 'Riuniti', il legale Vaira precisa: "Non era stato manifestato nessun dubbio sull'attribuzione del sesso"

La nota del difensore della famiglia coinvolta. "Se l’Azienda non vuole chiamarlo ‘abbaglio’, è libera di selezionare un altro sinonimo. Così come è opinabile il concetto di ‘regolarità’ di una procedura che consenta il rilascio di un’attestazione sul sesso del bambino in pendenza di dubbi"

L'avv. Michele Vaira

Sul caso dei due gemellini nati prematuramente agli Ospedali Riuniti di Foggia, uno dei quali con un sesso dubbio, interviene – a seguito della nota stampa dell’azienda ospedaliera – l’avvocato Michele Vaira, legale difensore della famiglia coinvolta nella vicenda.

“Mi vedo costretto a puntualizzare alcune circostanze in merito al comunicato stampa diramato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” sul caso dei gemellini nati il 2 agosto. L’ultimo atto formale della Struttura Sanitaria consegnato ai miei assistiti è l’attestazione di avvenuta nascita, che per legge contiene anche l’indicazione del sesso del neonato, sulla base del quale il padre ha effettuato la dichiarazione di nascita”.

“Al momento della redazione di tale atto non era stato manifestato alcun dubbio sull’attribuzione del sesso. In quel momento non era stata avanzata alcuna riserva su tale attribuzione. Se l’Azienda non vuole chiamarlo ‘abbaglio’, è libera di selezionare un altro sinonimo. Così come è opinabile il concetto di ‘regolarità’ di una procedura che consenta il rilascio di un’attestazione sul sesso del bambino in pendenza di dubbi (mai partecipati ai genitori fino a quel momento) sullo stesso”.

“Solo successivamente a tale adempimento formale la struttura ha ritenuto opportuno, sulla base di alcuni presupposti, svolgere ulteriori accertamenti (informazioni sensibili di cui l’Azienda, in palese violazione del diritto alla riservatezza dei miei assistiti, ha ritenuto di dare – seppur velatamente – diffusione alla stampa). Tralascio, per non scadere nel grottesco, di descrivere con quali mezzi e in quali modi, prima del mio intervento, il personale della struttura ha tentato di “risolvere” la questione relativa all’attribuzione del nome”.

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Conclude quindi il legale: “Tengo a precisare che, dal momento del mio intervento (comunicazione pec del 12 agosto alle ore 10.57) ad oggi (14 agosto ore 8) non è stato dato alcun riscontro formale alla mia richiesta di chiarimenti, né è stato inviato alcun documento utile per modificare la registrazione all’Ufficio dello Stato Civile. Spero di non dover apprendere ulteriori aggiornamenti da un eventuale futuro comunicato stampa”.

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