Attentato a comandante Forestale, Lipu Puglia: “Ferma condanna, ma….”

“E’ anche l’arretramento delle istituzioni deputate al governo del territorio che induce la criminalità ad alzare la testa contro chi serve lo Stato”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

La Lipu esprime sdegno e condanna per l’attentato al  comandante della Stazione CFS di San Marco in Lamis. Un atto di estrema gravità che non lascia margine alcuno sul livello di aggressività ormai raggiunto dalla criminalità ambientale sul promontorio garganico. “Esprimiamo la vicinanza più sincera al comandante del Corpo Forestale dello Stato, Antonio Villani e alla sua famiglia. Atti intimidatori cosi beceri sono sintomatici di un substrato malavitoso, a danno della natura e del paesaggio garganico, contrastato dagli uomini e le donne del CFS” afferma Enzo Cripezzi della Lipu pugliese.

Ma esprimere solidarietà, come le tante affermazioni che si sono susseguite in queste ore da parte di esponenti politici e amministratori locali, non basta. Abusivismo, bracconaggio e tagli indiscriminati di legname (per farne energia “pulita”!!), sono tra le principali aggressioni al territorio che il Corpo Forestale dello Stato è chiamato a contrastare sul Gargano e all’interno dell’area Parco e di cui, evidentemente, questo atto è una testimonianza di insofferenza per l’azione svolta. La Lipu chiede che politica e amministratori si preoccupino di far seguire anche azioni concrete per non delegare il mantenimento della legalità al Corpo Forestale dello Stato!

Ad esempio, mettendo il Corpo Forestale nelle condizioni di agire con efficacia e non perpetrare tagli su tagli alle risorse di cui necessita; attuando un serio piano antibracconaggio che valorizzi il lavoro delle donne e degli uomini del CFS; oppure evitando di agevolare gli illeciti ambientali con norme elusive, criminogene o le solite prescrizioni.  

Quantomeno si evitino atteggiamenti di “accettazione” della piaga dell’abusivismo per cui il Gargano paga un prezzo altissimo. Quest’ultima, ricordano alla Lipu, dovrebbe essere una priorità anche e soprattutto per il Parco Nazionale, ma da molti anni ancora si stentano ad avere segnali tangibili. E’ anche l’arretramento delle istituzioni deputate al governo del territorio che induce la criminalità ad alzare la testa contro chi serve lo Stato.

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