Amiu non li assume, ma i sindacati li difendono. Disperati i 30 esclusi

I lavoratori esclusi si sono recati a Palazzo di Città per parlare con il sindaco. Tavano Cgil: "Amiu si è arrogata diritto che non le compete"

Immagine di repertorio

Palazzo di Città blindatissimo questa mattina. Notevole il dispiegamento di Forze dell’Ordine. Forte il timore di ripercussioni sull’ordine pubblico all’indomani dell’ufficializzazione della lista degli “esclusi”, ovvero di quei lavoratori che non saranno riassunti da Amiu a causa di una fedina penale compromessa.

30 in tutto, ieri la cifra è stata annunciata direttamente dal presidente dell’azienda levantina, Gianfranco Grandaliano, che ha alzato le mani: "Non possiamo far nulla. Si tratta di assunzioni ex novo, quindi siamo costretti ad applicare il regolamento dell'azienda" si è giustificato.

Immediate le reazioni. In mattinata i lavoratori inseriti nella "lista nera" si sono precipitati dal sindaco Mongelli,  il quale non ha potuto far altro che ribadire loro quanto già sapevano: e cioè che i criteri alla base del procedimento sono decisi per legge, il Comune non ha alcun potere decisorio, tantomeno discrezionale, in merito. L'esasperazione e la disperazione ha trovato sfogo in grida ed urla. Il corridoio che porta alla stanza del primo cittadino è stato presidiato per ore.

Contemporaneamente, presso la sede della CGIL, si svolgeva una conferenza stampa messa su in tutta fretta. Per Francesca Tavano è stato disatteso l'accordo sottoscritto presso la task force regionale che prevederebbe "l'assunzione indistinta di tutti gli ex dipendenti di Amica e Dauniambiente". "Non sappiamo con quali criteri Amiu ha operato questa selezione, vorremmo conoscerli. Perché sia chiaro: da oggi torniamo a fare i sindacati, a tutela dei lavoratori e della città”.

Quindi l'affondo contro l'azienda barese "che si è arrogata un diritto che non le compete. Se ci sono problemi di condanne, questa è materia di esclusiva competenza della magistratura". E alla città dice: "Amiu deve stare qui 12 mesi e poi se ne deve andare". Tavano, accompagnata dal sindacalista aziendale Michele Corsino, ha voluto chiarire di parlare anche a nome delle altre due sigle confederali, Cisl e Uil, e si è detta "convinta che gli altri lavoratori non firmeranno il contratto per spirito di solidarietà".

Rivela poi di aver ricevuto minacce anche se non le ha ancora formalizzate presso gli organi competenti. Intanto l'allerta in città resta massimo. Si temono ripercussioni sullo stesso servizio di raccolta dei rifiuti in città, affidato ancora all'unità di crisi. Amiu subentrerà solo il 1 febbraio. Anche se per Mongelli i primi contratti si potranno verosimilmente firmare già a partire da domani.

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