Processo al 'Capolinea': assolto maresciallo dei carabinieri. L'avv. Taumaturgo: "Eravamo certi di avere ragione"

Difesto dall'avvocato Luigi Tamaturgo, Salvatore Zurlo, all'epoca dei fatti alla guida del comando della stazione dei carabinieri di Stornarella, è stato assolto a fronte di un’imputazione di rivelazione di segreto d’ufficio ed omissione di atti di ufficio

FOTO ANSA

Ieri la Prima Sezione Penale del Tribunale Collegiale di Foggia - presidente Dr.ssa Mancini – ha pronunciato la parola fine sulla lunga vicenda processuale che ha visto coinvolto il Maresciallo dei Carabinieri Salvatore Zurlo, già comandante della Stazione di Stornarella, pronunciando nei suoi confronti una sentenza assolutoria, a fronte di un’imputazione di rivelazione di segreto d’ufficio ed omissione di atti di ufficio.

Tutta la vicenda processuale traeva origine da un’attività investigativa svolta da personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, volta al contrasto dei delitti contro il patrimonio, perpetrati in città e nelle zone limitrofe. Nello specifico tra i comuni di Cerignola, Orta Nova e Stornarella, quest’ultimo luogo in cui il Zurlo ricopriva l’incarico di comandante della locale stazione dei carabinieri. 

Si tratta dell'operazione ribattezzata 'Capolinea' che il 16 luglio 2010 aveva portato all'arresto do 11 persone appartenenti ad un’associazione a delinquere finalizzata al furto, al riciclaggio di autoveicoli e mezzi agricoli nonché all’estorsione per la loro restituzione.

L’indagine traeva origine nel novembre 2008, quando negli uffici del Commissariato di Cerignola un cittadino aveva denunciato di aver subito il furto del proprio autocarro e di essere stato successivamente contattato da ignoti che nei suoi confronti avevano avanzato una richiesta estorsiva per la restituzione del mezzo.

Dopo lunghi periodi di indagini, espletate anche con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche, la Procura di Foggia, chiedeva il rinvio a giudizio del Maresciallo Zurlo, ritenendolo responsabile, unitamente ad un altro sottoposto, di rivelazione di segreto di ufficio e di omissione di atti di ufficio; reati estrememente gravi, ove attribuiti ad un Pubblico Ufficiale, nell’esercizio delle proprie funzioni.

Tuttavia, dall’istruttoria processuale, nonché dalla escussione dei testimoni e dall’analisi delle numerose intercettazioni telefoniche nulla è emerso, né a titolo di colpa, né, tanto meno a titolo di dolo, neppure generico, circa il supposto rapporto collaborativo, talvolta anche diretto – ovvero a seguito di incontri avvenuti personalmente né tantomeno è emersa alcune rivelazione del segreto di ufficio da parte del graduato dell’Arma.

Indubbiamente, ove non vi fossero stati dubbi o incertezze, non saremmo nemmeno qui a discuterne, posto che la descrizione di certi comportamenti o di determinati atteggiamenti da parte degli investigatori operanti ha accentuato i tratti più in ombra di una vicenda che, vista oggi, non fa altro che confermare che il Maresciallo Zurlo abbia tenuto, sempre e comunque, un comportamento entro i limiti della legalità.

Di concerto con il proprio difensore, Avvocato Luigi Taumaturgo, lo stesso ha inteso rinunciare alla prescrizione, fiducioso nel proprio operato, nonché in quello della Procura che in persona della Dr.ssa Gravina, ha ritenuto di dover chiedere l’assoluzione dell’imputato.

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Questo è il sentiero che stavamo percorrendo dal primo giorno in cui, concluse le indagini, si è aperta la vicenda processuale, afferma il difensore del maresciallo Zurlo, Avvocato Taumaturgo: “Abbiamo rinunciato alla prescrizione fiduciosi che l’indagine processuale, pur vissuta con un’enorme fardello di responsabilità, in virtù della posizione dell’assistito, ci avrebbe dato ragione; e così è stato. Non possiamo che essere felici del risultato ottenuto; il ché ci fa ben sperare nell’ottima amministrazione della Giustizia.  

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