Cronaca Manfredonia

Non fu tentata estorsione. Il gup ha deciso: "Raffaele Trotta assolto con formula piena"

Soddisfatto il legale difensore del 67enne manfredoniano, avv. Gaggiano. "Contestata l'attendibilità della parte offesa, nuora dell'imputato, portatrice di interesse economico e personale nei riguardi dell'imputato"

Assolto perché il fatto non sussiste. Così si è espresso, all’esito del processo con rito abbreviato, il gup del tribunale di Foggia Domenico Zeno nei confronti di Raffaele Trotta, il 67enne di Manfredonia accusato del reato di tentata estorsione in danno della nuora.

Ad annunciare l’assoluzione con formula piena è il legale fiduciario dello stesso, l’avv. Angelo Pio Gaggiano. Lo scorso 17 ottobre, lo ricordiamo, Raffaele Trotta fu arrestato dai carabinieri di Manfredonia per i reati commessi in danno della nuora. Il 21 ottobre, però, il gip del Tribunale di Foggia non convalidò l’arresto del Trotta, non accolse la richiesta del Pubblico Ministero di custodia cautelare in carcere e non ritenne sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia, ma ha applicato allo stesso la misura di divieto di avvicinamento alla nuora e ai luoghi da lei frequentati, in attesa di nuovi sviluppi investigativi.

Successivamente, l’imputato ha deciso di definire il giudizio a suo carico con la forma del rito abbreviato, all’esito del quale è stato assolto il 31 luglio. “La difesa tecnica - spiega l’avv. Gaggiano - chiedeva l’assoluzione dell’imputato dai reati a lui ascritti facendo leva sulle dichiarazioni rese dall’imputato in sede di interrogatorio di convalida ed in sede di interrogatorio rese dinanzi al gup. Inoltre contestava l’attendibilità della parte offesa, portatrice di interesse economico e personale nei riguardi dell’imputato, reo di aver fatto scoprire al figlio dell’imputato, marito della parte offesa, la relazione extraconiugale che ella aveva con altro uomo”.

Sempre la difesa, inoltre, escludeva che l’imputato avesse realizzato il delitto di tentativo di estorsione con una sciabola dal momento che il Trotta, la sera del 17 ottobre, giorno dell’arresto, era in compagnia di un finanziere in pensione, il quale, escusso nell’ambito delle indagini difensive, escludeva che lo stesso avesse un’arma con sé.

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