Colpo di scena, assolto agricoltore condannato a 10 anni per l'omicidio di un 26enne: "Incapace di intendere e di volere"

La Corte di Assise di Appello di Bari ha riformato in toto quanto stabilito dal gup di Foggia che lo scorso 2 dicembre 2019, aveva condannato a 10 anni di reclusione l'agricoltore, assolvendolo da tutti i reati per vizio di mente

Immagine di repertorio

"Assolto da tutti i reati perchè incapace di intendere e volere per vizio totale di mente". Colpo di scena nel processo a carico di Rosario Giuseppe Marano, agricoltore 67enne di Ascoli Satriano che nell'agosto 2018 uccise Vasyl Yenatiuk, ferendo anche la madre e sua convivente.

La Corte di Assise di Appello di Bari ha riformato in toto quanto stabilito dal gup di Foggia Armando Dello Iacovo, che lo scorso 2 dicembre 2019, aveva condannato a 10 anni di reclusione e misure di sicurezza in una struttura sanitaria di accoglienza l'agricoltore,  assolvendolo da tutti i reati per vizio totale di mente.

Il procuratore generale ha quindi condiviso in toto i motivi di appello proposti dal difensore, l'avv. Rocco Mangino, del Foro di Foggia, il quale aveva sostenuto sin da subito l’assoluzione del Marano per totale incapacità di intendere e di volere. Tale richiesta fu disattesa dal primo giudice, con motivazione che non ha convinto neanche il procuratore generale, organo dell’accusa.

La Corte di Assise di Appello di Bari nell’accogliere l’appello ha eliminato pure le statuizioni di natura civile il cui ammontare superava i € 400.000, già poste in esecuzione e disposte in favore delle parti civili difese dall’avv.  Michele Sodrio. Seguirà la motivazione entro giorni 90.

"Si tratta di una sentenza assai interessante in quanto ha riguardato l’interpretazione del principio giuridico emesso dalle Sezioni Unite della Cassazione in ordine al concetto della capacità di intendere e di volere", precisa il legale Rocco Mangino. "La sentenza di II grado ha dato ragione all’interpretazione sostenuta nei motivi di appello condivisi dalla stessa Procura Generale di Bari. La prossima motivazione della Corte chiarirà meglio tutti gli aspetti giuridici dedotti nel processo appena conclusosi".

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