Fine di un incubo, la dignità restituita dopo "un calvario di otto anni": ex consigliere di Lucera assolto con formula piena

Dopo 8 anni, si conclude il procedimento penale a carico del lucerino Antonio De Pasquale. Il Tribunale di Foggia in composizione collegiale ha assolto De Pasquale con formula piena "per non aver commesso il fatto"

Immagine di repertorio

Assolto con formula piena "per non aver commesso il fatto". Questa la sentenza che pone fine all'incubo di Antonio De Pasquale, l'ex consigliere comunale di Lucera, che nel 2011 era stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione.

"Come qualcuno ancora ricorderà, all'alba del 14 giugno 2011, venni attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari", ricorda De Pasquale. "Era il periodo in cui la Procura di Lucera effettuava continue ed eclatanti operazioni giudiziarie che, sovente, avevano come destinatari gli amministratori del comune di Lucera. Rimasi agli arresti domiciliari per 17 giorni, costretto ad assistere al risalto giornalistico che la vicenda ovviamente ebbe. Il mio nome fu sbattuto in prima pagina e subii l'interdizione temporanea dal ruolo di consigliere comunale fino al primo settembre del 2011". 

"Per affrontare nel modo più limpido possibile il processo, decisi di abbandonare la mia carriera politica, nonostante avessi la fiducia dei cittadini di Lucera, dato che ad ogni elezione risultavo essere fra i candidati con il maggiore consenso. Ho dovuto affrontare un processo che è durato otto anni. Otto anni di udienze, otto anni di calvario, per me e per la mia famiglia. Ma alla fine, la verità ha trionfato".

Il Tribunale di Foggia in composizione collegiale, con la sentenza del 19 novembre 2019, passata in giudicato da pochi giorni, ha assolto De Pasquale con formula piena per non aver commesso il fatto. "Questo perché nessuna prova e nessun elemento di alcuna mia pressione e nessun utilizzo della mia funzione di consigliere è mai stato trovato e portato nel processo dalla Procura della Repubblica".

"Insomma, ho subito un'onta giudiziaria per nulla ed alla fine, sono riuscito a provare la mia assoluta innocenza. Ho avuto sempre fiducia nell'operato della magistratura giudicante, la quale ristabilendo la verità dei fatti, mi ha restituito la mia dignità di uomo libero ed onesto. Ringrazio la mia famiglia ed i tanti amici che mi sono rimasti accanto, confidando nella mia innocenza e dedico questo risultato a mia figlia Teresa", conclude.

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