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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Immacolata / Viale Cristoforo Colombo

Bancarelle abusive, fine di un incubo per un ambulante di Foggia: assolto

E’ quanto stabilito dal Tribunale di Foggia, al termine del processo a carico di un commerciante foggiano che, seppure autorizzato fino al 2032, è stato accusato di aver occupato il suolo di pubblico. Il difensore Giovanni Diego La Torre ha chiesto e attenuto l'assoluzione

Bancarelle abusive, ambulante assolto “per non aver commesso il fatto”. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Foggia (dott.ssa Renzetti) al termine del processo a carico di un ambulante foggiano che, seppure attualmente autorizzato all'esercizio fino al 2032, è stato accusato di aver occupato arbitrariamente il suolo di proprietà del Comune di Foggia, e di aver realizzato, su un marciapiede pubblico, una struttura in travi di legno e teli in pvc.

La sentenza è arrivata lo scorso 29 marzo. La pubblica accusa aveva chiesto per l’imputato la condanna ad un anno di reclusione e al pagamento di una multa per 600 euro. Nel corso del processo, è stata analizzata tutta la documentazione relativa alle concessioni e alle autorizzazioni dello stallo in questione (situato in zona viale Colombo). L’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Diego La Torre, è un commerciante al dettaglio di frutta e verdura, in possesso del necessario titolo abilitante. Nel 2003, lo stesso aveva presentato, al settore Attività Economiche del Comune di Foggia, una domanda di ‘subingresso all’autorizzazione per l’esercizio del commercio in forma ambulante’ per un posteggio fisso in area extramercato, lasciato libero per il pensionamento del precedente assegnatario.

Da qui inizia un cortocircuito di carteggi e autorizzazioni: l'imputato ottiene prima l'autorizzazione a carattere stagionale, successivamente quella permanente, con validità di 10 anni. Così fino all’aprile 2015 quando, con un atto d’indirizzo della Giunta, il Comune di Foggia tentò una riqualificazione e razionalizzazione del commercio ambulante sulle aree pubblichee. L’obiettivo era quello di individuare una nuova area mercatale nelal quale far confluire gli ambulanti delle aree extra mercato.

Nelle more della localizzazione delle strutture, del loro inserimento nei regolamenti comunali e dell’ultimazione dei lavori (esigenze temporanee e contingenti), si era data la possibilità al Servizio Integrato delle Attività Economiche, previo accertamento dei requisiti morali e professionali, di rilasciare le autorizzazioni temporanee per lo svolgimento del commercio sul suolo pubblico in favore di soggetti che fossero in possesso già delle autorizzazioni di tipo stagionale.

L'imputato del procedimento, avendo il possesso di tutti i requisiti richiesti, si è rivolto ad un tecnico specializzato per la realizzazione di un chiosco in legno, depositando la relativa richiesta di autorizzazione/concessione presso il Servizio Attività Economiche del Comune di Foggia. Il parere positivo è arrivato nel giugno 2015: tale autorizzazione, con validità semestrale e con possibilità di proroga, sarebbe scaduta il 10 dicembre 2015. Ma il 26 ottobre, il Comune di Foggia ha annullato la delibera adducendo come motivazione che la maggior parte degli ambulanti autorizzati non aveva rispettato né le prescrizioni imposte né provveduto al pagamento del Cosap in favore dell’Ente.

Tale revoca non è mai stata notificata alla parte interessata. Nel caso di specie, l’Ente ha solo pubblicato sull’albo pretorio tale decisione ma nessuno degli interessati ne ha mai avuto conoscenza. Non essendo mai stato notificato alcun provvedimento amministrativo, il 10 febbraio 2016 gli agenti della polizia locale hanno proceduto a contestare all’imputato lo svolgimento dell’attività con titolo scaduto. Ma la richiesta di rinnovo era stata depositata il 10 dicembre 2015 (in attesa di risposta). Così, oltre alla segnalazione alla procura, gli agenti hanno elevato anche una sanzione amministrativa di € 5.000, impugnata con ricorso dinanzi al giudice di pace di Foggia.

La risposta (rigetto dell’istanza di rinnovo) è stata notificata il 26 febbraio e, solo successivamente, il 1° marzo si invitava l’ambulante a ripristinare lo stato dei luoghi. Circostanza cui l’ambulante ha ottemperato non appena ricevuta l’ingiunzione. A complicare le cose, vi è la circostanza per la quale, “tutta la documentazione amministrativa (già in possesso dalla difesa e prodotta nel fascicolo del dibattimento) è stata materialmente smarrita dal Comune di Foggia. Infatti, tale documentazione, sebbene smarrita dal Comune di Foggia, costituisce la cosiddetta ‘prova provata’ di estraneità dell’imputato ai fatti di reato”, ha denunciato la difesa. Per questo, al termine della requisitoria, l’avvocato La Torre ha chiesto e ottenuto l’assoluzione per il suo assistito per entrambi i capi di imputazione.

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