Terribile incidente, accusato di lesioni personali stradali gravissime ma assolto dopo quattro anni: "Accusa infamante"

Fine dell'incubo per un sanseverese coinvolto in un incidente stradale sulla tangenziale per Campobasso. Dopo un’ampia discussione dell'avvocato Guerino Infante, il giudice monocratico del Tribunale di Campobasso ha assolto l'imputato con formula piena

Immagine di repertorio

Accusato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, ma “il fatto non sussiste”. Assolto con formula piena il sanseverese vittima di un grave incidente stradale avvenuto nel settembre del 2016, lungo la tangenziale est di Campobasso. Nella giornata di ieri, infatti, il giudice monocratico del tribunale penale di Campobasso, Anna Candigliota, dopo un’ampia discussione del difensore di fiducia dell’imputato, l’avv. Guerino Infante, lo ha assolto con formula piena dall’infamante accusa.

Il capo d’imputazione scaturiva dall’accertamento effettuato dalla polizia stradale di Termoli in un sinistro del settembre 2016 tra l’autovettura condotta dall’imputato – sanseverese con bordo moglie, figlio, nuora ed un noto chirurgo oculista concittadino - ed un’altra autovettura condotta da un cittadino della provincia di Benevento con a bordo la propria moglie.

Gli agenti si erano convinti sin da subito per una corresponsabilità di entrambi i conducenti, inversione di marcia vietata e mancata precedenza al beneventano e velocità superiore al limite consentito e comunque non adeguata ai luoghi ed alle condizioni della strada per il sanseverese. Tutti lesionati gravi, come pure il noto oculista sanseverese che aveva la peggio riportando fratture con una prognosi di oltre 60 giorni.

Mentre l’imputato beneventano optava per l’istituto della messa alla prova volto alla riparazione sociale e individuale del torto connesso alla consumazione del reato evitando così il processo, la difesa del sanseverese ha deciso di affrontare comunque il dibattimento riuscendo a sconfessare la tesi accusatoria della procura di Campobasso, facendo evincere la totale assenza di elementi probatori a carico dell’imputato.

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Fondamentale per l’assoluzione è stato l’esame degli stessi agenti accertatori della Polstrada che hanno fatto emergere un quadro probatorio insufficiente e superficiale ma anche la consulenza tecnica dell’architetto Sabrina Paola Piancone, cui la difesa dell’uomo si è valsa per dimostrare e provare la più totale insussistenza del capo d’imputazione. 

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