Accusato di furto di energia elettrica, ma il fatto non sussiste. Assolto imprenditore di Mattinata: "Una inutile sofferenza"

Il legale Pierpaolo Fischetti: "Una assurdità concettuale e giuridica che mostra la corda. Lo stesso sostituto procuratore generale di udienza, lette le indagini difensive all’epoca prodotte, ha chiesto l’assoluzione per l’imputato"

La Corte D'Appello

Nella giornata di ieri, la Corte di Appello di Bari, in riforma della sentenza del Tribunale di Foggia del 5 aprile 2018, ha assolto perché il fatto non sussiste, un imprenditore di 35 anni, di Mattinata, dal reato di furto aggravato perché, secondo l’accusa, presso il proprio locale adibito ad esercizio commerciale, si sarebbe impossessato, al fine di trarne profitto, di energia elettrica prelevandola dalla rete Enel, manomettendo la prese del contatore, per un valore di 45.000 euro circa.

Una annosa vicenda che parte nell’anno 2013 quando, da presunti consumi anomali sul territorio del Gargano, l'Enel Spa decise di ispezionare la propria rete elettrica, ed in particolare quella che serve il Comune di Mattinata, riscontrando diversi furti, a seguito dei quali scattarono diversi arresti. In tali controlli incappò anche una rinomata attività commerciale con chiusura dei propri locali cui seguì una bolletta salatissima da saldare. Nonostante le innumerevoli contestazioni a tali pretese, non ci fu allora verso di far cambiare volontà alla società fornitrice di energia.

"Oggi, avendo avuto ragione dai giudici di appello - spiega il legale dell’imprenditore, l’avv. Pierpaolo Fischetti - parecchi debbono ricredersi ma qualcuno in particolare dovrà riformulare modalità di accertamento e pretese risarcitorie basate unicamente su calcoli presuntivi e probabilistici: una assurdità concettuale e giuridica che naturalmente mostra la corda. La maggiore soddisfazione è stata che lo stesso sostituto procuratore generale di udienza, che sosteneva l’accusa, avendo letto le nostre indagini difensive all’epoca prodotte, ha chiesto egli stesso l’assoluzione per l’imputato. Dunque una inutile sofferenza, ma soprattutto un inutile danno, che con questa nuova legge sulla prescrizione, ora in vigore, sarebbe potuto andare avanti all’infinito facendo fluttuare nella riprovazione la dignità di un giovane imprenditore e minare in radice le sue forze, visto la considerevole richiesta di pagamento di energia mai sottratta e fruita".

avv. Pierpaolo Fischetti-2

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