Assolto il controllore accusato di essersi appropriato di 22 euro: tre anni, sei udienze e cinque giudici per stabilire la verità

Il caso ha coinvolto un ferroviere 60enne di Foggia, costretto alla pensione anticipata, con i disonori del caso: per i giudici "il fatto non sussiste". La vicenda giudiziaria ripercorsa dal legale difensore, avv. Pierpaolo Fischetti

Immagine di repertorio

Assolto il controllore di Trenitalia accusato di essersi impossessato indebitamente di 22 euro. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Pescara, all'esito di tre anni di sfiancante storia giudiziaria che hanno costretto il protagonista (suo malgrado) alla pensione anticipata.

"Ci troviamo di fronte all'emblematico caso che tracima nell'assurdo e impegna gli operatori del diritto in esasperate quanto faticose controversie che si svelano inutili e soprattutto dannose", spiega il legale difensore dell'uomo, l'avvocato Pierpaolo Fischetti. Tutto inizia nell'aprile del 2015 quando il controllore in servizio sul treno Trenitalia Termoli-Pescara rilevava che un passeggero era senza biglietto; per venire incontro allo stesso, così come far recuperare il costo del titolo di viaggio di 15 euro alla propria società, emetteva un biglietto di cambio treno di 8 euro, l’unico da poter stampare a bordo di un treno senza emettere una sanzione. Da qui l’accusa, trasformatasi in denuncia, del trasgressore, il quale invece sosteneva di aver pagato una cifra superiore ovvero 30 euro e per cui era stato derubato di 22 euro.

A tale notizia di reato la Procura di Pescara formulava in data 02.05.2015 richiesta di archiviazione “perché il fatto non sussiste”. Tuttavia di diverso avviso era il Giudice per le indagini preliminari che fissava, 12.11.2015 una prima udienza per decidere in merito alla richiesta di archiviazione avanzata. Successivamente il Gip disponeva l’imputazione coatta per l’indagato e per cui  la Procura di Pescara era obbligata a richiedere per il ferroviere, in data 15.11.2016 il rinvio a giudizio con l’accusa grave di peculato (da quattro a dieci anni e sei mesi di reclusione). Sicché veniva celebrata l’11.04.2017 l’udienza preliminare, dove il difensore dell’imputato, nel dolersi delle imprecise ed errate indagini svolte a carico del suo assistito, eccepiva la nullità di tutti i verbali di perquisizione e di sequestro operati sino ad allora.

iononostante, il nuovo Giudice (il secondo) della udienza preliminare, Gup, pur rilevando la fondatezza della eccezione difensiva, e quindi accogliendola, disponeva il rinvio a giudizio del ferroviere e questa volta dinanzi al Tribunale in composizione collegiale (altri tre giudici: 5 in tutto dall'inizio), di Pescara. Non solo: dopo ben 6 udienze sino alla data del 28.11.2018, ed una consulenza tecnica di parte su una conversazione trascritta in maniera frettolosa dalla Polizia ferroviaria, i giudici chiamati a decidere su una presunta appropriazione di 22 euro, hanno assolto l’imputato perché “il fatto non sussiste”. Sul senso di tale vicenda avrà modo nel futuro di interrogarsi il suo povero protagonista, nel frattempo finito anticipatamente in pensione e con tutti i disonori. 

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