Sanità: sit-in di protesta davanti alla Asl, 400 lavoratori a rischio espulsione

Luigi Giorgione della UIL FPL: “Trasferimenti fatti senza cognizione dei bisogni delle strutture ma esclusivamente ad personam a danno di presidi già sofferenti”

La protesta della UIL FPL

Circa 400 lavoratori a rischio espulsione dal circuito della sanità pubblica di Capitanata. Sono queste le stime portate dalla Uil Funzione Pubblica al sit in di protesta organizzato in mattina davanti alla Asl di Foggia. Le nuove linee guida regionali in materia di personale che trapelano da Bari parlerebbero chiaro secondo il sindacato: prossima riduzione dell’1,4 % su dotazioni di personale datate 2004 e, pertanto, già sottodimensionate rispetto ai bisogni delle corsie. 

Oggi la pianta organica dell’Asl di Foggia conterebbe su 3500 unità, comprensive di medici. “Si perderanno circa 3-400 operatori” allertano. Dove e con quale criterio non è dato sapere secondo la Uil che a più riprese ha chiesto un incontro al direttore generale, Attilio Manfrini. Invano. “Il silenzio regna sovrano” tuona Luigi Giorgione che evidenzia come il taglio andrebbe a sommarsi  al blocco del turn over (che già da un triennio mortifica il personale sanitario atteso il piano di rientro da debito) ed il mancato rinnovo del contratto nazionale.

Ma ciò che più fa andare su tutte le furie la Uil Flp è “la totale arbitrarietà dei provvedimenti della direzione generale”. “Non si rispettano le regole” tuona Giorgione. Il riferimento è ai trasferimenti di personale, “fatti senza cognizione dei bisogni delle strutture ma esclusivamente ad personam a danno di presidi già sofferenti (4 sino ad oggi quelli operati, “prelevati” prevalentemente dal presidio di Lucera) quanto su istituti economico finanziari del fondo contrattuale (tipo i premi di produttività) “distribuiti arbitrariamente”.

Ma  è soprattutto il taglio di personale quello che preoccupa la Uil, che si dice “perplessa dalla mancata condivisione della protesta da parte di altre sigle sindacali”. 400 unità in meno in corsia rappresenterebbero la mazzata finale per un servizio pubblico che già annaspa nell’erogazione di prestazioni, con liste d’attesa che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili. Nessuna risposta né convocazione di incontro al momento da parte del direttore generale, assente in mattinata dalla sede di Piazza della Libertà perché impegnato, secondo informazioni, all’ospedale di Manfredonia. 

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