La storia di Asia, la bambina "viva per miracolo" e del suo angelo Jole: "C'è un legame che ci unirà per sempre"

Jole, la soccorritrice del 118 intervenuta a Vico del Gargano in seguito ad una brutta caduta di cui era rimasta vittima la bambina, racconta quei drammatici momenti e l'incontro avvenuto per caso

Asia e Jole

Soccorritrice del 118, più volte impegnata in interventi urgenti con l'elisoccorso, Jole Figurella, volontario de 'Il Cuore di Foggia', associazione di volontariato di Foggia che forma clown dottori formati, il 3 gennaio scorso su Facebook ha raccontato la storia di Asia, "meravigliosa ragazzina con gli occhi a mandorla vispi e pieni di voglia di vivere".

La caduta, i soccorsi e l'incontro

"Il mio cammino si è incrociato con Asia a giugno quando la centrale operativa 118 ha attivato l’elisoccorso per una missione in codice rosso a Vico del Gargano".

La bambina era rimasta vittima di una caduta, inseguita da un cane randagio che aveva tentato di morderla, era scivolata da una scalinata altissima nel centro del paese mentre si recava in chiesa per la messa.

"Aveva riportato trauma cranico con fratture multiple ed al nostro arrivo era in coma e sola perché la sua mamma disperata era già verso la strada dell’ospedale dove avremmo centralizzato la piccola. Durante il volo il sole batteva sul suo viso, le ho messo i miei occhiali per proteggerla e dopo averla accompagnata in ospedale non ho più avuto notizie della piccola"

"Dopo tre mesi mi ha contattato la sua mamma senza conoscermi, ma solo per avere informazioni sul corso di clownterapia e alla mia domanda sulla motivazione per cui voleva farlo mi disse che aveva necessità di dedicarsi alla solidarietà perché veniva da un brutto periodo della sua vita in seguito ad un incidente che aveva coinvolto la sua bambina viva per miracolo. Ascoltando i dettagli l’ho interrotta e ho chiesto se la piccola si chiamasse Asia e poi le ho detto che l’avevo soccorsa io, eravamo incredule, senza parole, ma senza volerlo ci siamo ritrovate"

"Asia ha subito tanti interventi, ma oggi sta bene, ci siamo ritrovate e abbracciate e la cosa più bella è che lei ha ricordato che qualcuno le ha messo un paio di occhiali nonostante fosse incosciente. Le ho dato il nomignolo di 'Wonder girl' e un legame indelebile ci unirà per sempre"

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