Omicidio Santoro: arrestato vicino Bologna presunto omicida ortese

Si tratta di Vito Nicola Silvestri, pregiudicato, classe 1981. E' stato fermato a Castel Maggiore, nel Bolognese. Poco prima aveva messo a segno una rapina ai danni di una tabaccheria del capoluogo emiliano

Vito Nicola Silvestri

Era fuggito a Bologna, a pochi chilometri da Castel Maggiore, dove risiede la sorella. Il presunto assassino di Pasquale Santoro - il 38enne ucciso lo scorso lunedì ad Orta Nova, tra via Montegrappa e via Pavese, nei pressi dell’autolavaggio nel quale lavorava - ha provato a far perdere le proprie tracce lasciando in tutta fretta e a bordo di un’autovettura rubata il comune maggiore dei Cinque Reali Siti.

Si tratta di Vito Nicola Silvestri, pregiudicato, classe 1981. L’uomo è stato fermato a Castel Maggiore, dopo che lo stesso ha messo a segno una rapina ai danni di una tabaccheria del capoluogo emiliano. Secondo gli inquirenti, alla base dell’omicidio ci sarebbero contrasti relativi “alla lottizzazione del territorio ortese per lo spaccio di sostanze stupefacenti”.

Già nelle ore successive il fatto di sangue, infatti, era maturata la convinzione che il movente del 21esimo omicidio del 2011 fosse da ricercare nel mondo dello spaccio: il nome della vittima, tra l’altro, figurava già negli elenchi di alcune operazione eccellenti, quali “Veleno” del 2007 e “Millemiglia” del 2008. A far convergere i sospetti su Silvestri – hanno spiegato gli inquirenti – elementi inequivocabili: da una parte, le immagini estrapolate dalle telecamere del servizio di videosorveglianza di un esercizio commerciale nelle vicinanze del luogo dell’omicidio, e dall’altra le indicazioni fornite da un testimone oculare: l’omicidio, infatti, è avvenuto in pieno giorno, in una zona del paese che, seppur periferica, è mediamente trafficata e frequentata.

IL VIDEO DELL'ARRESTO DI SILVESTRI CLICCA QUI

Subito dopo aver compiuto il fatto, il comportamento di Silvestri sarebbe stato caratterizzato dal totale “discontrollo comportamentale”, come lo ha definito il sostituto procuratore Vincenzo Maria Bafundi che, con Rosa Pensa, ha coordinato le indagini. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, dunque, Silvestri avrebbe raggiunto la vittima sul posto di lavoro, in via Montegrappa, a bordo di un ciclomotore.

Una volta raggiunto l’obiettivo, l’uomo avrebbe esploso alcuni colpi di pistola calibro 9x21, tre dei quali avrebbero raggiunto Santoro alla testa e alla gamba, uccidendolo. Subito dopo il fatto, Silvestri – titolare di un altro autolavaggio del paese – sarebbe fuggito verso Bologna a bordo di una vettura (una Fiat Croma) appena lasciata in autolavaggio da un ignaro cliente. In fuga verso il nord, Silvestri si è fermato in un’area di sosta in agro di Ascoli Satriano e, fatto il pieno di carburante, è fuggito senza pagare.

A Bologna, l’uomo ha messo a segno una rapina ai danni di una tabaccheria, ma un passante è riuscito a segnare la targa dell’auto ed allertare le forze di polizia. A seguito della segnalazione, il ragazzo è stato intercettato e raggiunto a Castel Maggiore.

Vistosi braccato, l’uomo ha provato a fuggire, ma è stato raggiunto dopo pochi metri. Nel breve tentativo di fuga, Silvestri ha provato a disfarsi dell’arma, una pistola calibro 9, occultandola sotto alcuni cassonetti per i rifiuti urbani. L’arma è stata trovata con un colpo in canna e 6 cartucce in carica. Nelle tasche di Silvestri, invece, altre munizioni ed il passamontagna utilizzato per la rapina nel capoluogo emiliano. La convalida del fermo è prevista nel giro di 24 - 48 ore.

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