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VIDEO | Vigile del fuoco arrestato a Foggia: così ha incendiato l’auto della sua ex compagna

A seguito di attività d’indagine della Polizia di Stato di Como, nel pomeriggio di ieri è stata eseguita a Foggia una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un vigile del fuoco classe 65, ora residente in provincia di Como ma in servizio a Milano

 

L'incendio dell'auto all'ex compagna

Il 26 marzo scorso, intorno alle 13.15, personale della Squadra Volante è intervenuto all’interno dell’autosilo Val Mulini unitamente a personale del 115 per l’incendio di una autovettura. Una volta sul posto, mentre i vigili del fuoco provvedevano a domare le fiamme, gli operatori della Volante hanno esaminato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, dalla cui visione è emerso che alle 12:58 un uomo si era avvicinato all’auto e aveva iniziato ad armeggiare sulla ruota posteriore destra, chinandosi e accendendo una fiammella.

Il soggetto si era allontanato di qualche metro ma poi era tornato sui suoi passi avvicinandosi alla parte anteriore sinistra del mezzo, dove si era nuovamente chinato e si era dato alla fuga, non prima però di ave gettato qualcosa sul cofano, da cui era scaturita una forte fiamma.

Durante il sopralluogo effettuato anche con l’ausilio della Polizia Scientifica, veniva rinvenuta sulla ruota posteriore destra una candela di colore rosa, contenuta in un recipiente di vetro parzialmente consumata. Nel frattempo giungeva sul posto anche personale della Squadra Mobile. Alle 15:10, al rientro della proprietaria e di sua figlia, gli agenti le informavano di quanto accaduto.

Spaventata e agitata, la donna veniva accompagnata pressi gli uffici della Squadra Mobile Seconda Sezione- reati contro la persona. Agli agenti ha raccontato che da circa tre mesi, dopo la rottura del loro rapporto, il suo ex compagno la perseguitava, tant’è che con il persistere di questi comportamenti si era vista costretta a cambiare le sue abitudini di vita.

Si soffermava poi su tutte le fasi relative al suo arrivo presso l’autosilo Val Mulini e riferendo di aver notato, seppure distante, mentre stavano accedendo all’ingresso principale dell’ex ospedale, la presenza del suo ex compagno. Non dava peso all’incontro, pensando che abitando vicino Como e facendo spesso visite in ospedale, l’uomo fosse lì per puro caso.

Dopo aver presentato denuncia per il reato di atti persecutori, le venivano mostrate le immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza, grazie alle quali la donna riconosceva
senza ombra di dubbio nel suo ex  compagno, l’autore dell’insano gesto.

Grazie all’ottima sinergia tra gli uffici operanti, venivano raccolti chiari elementi di prova, sulla base dei quali il GIP presso il Tribunale di Como su richiesta della locale Procura, ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari. Avendo accertato che nel frattempo l’indagato si era trasferito a Foggia per trascorre le feste pasquali, è stata chiesta la collaborazione della Squadra Mobile del posto per l’esecuzione della stessa.

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