Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

"Farai una brutta fine". Sottufficiale dell'Esercito nel mirino del ladro che aveva fatto arrestare: “Ho un colpo per te, ti faccio saltare"

In esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Foggia, i carabinieri della Tenenza di Vieste hanno arrestato il 41enne con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un sottufficiale dell’esercito italiano

Immagine di repertorio

Ho un colpo per te, farai una brutta fine”. Questo il tenore delle minacce ricevute da un militare di Vieste. Dopo mesi di intimidazioni e vessazioni, finisce l’incubo: i carabinieri garganici, infatti, hanno arrestato  un 41enne di Vieste, noto alle forze dell’ordine.

In particolare, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, i carabinieri della Tenenza di Vieste hanno arrestato il 41enne con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un sottufficiale dell’esercito italiano, anch’egli di Vieste.

In particolare, a seguito di delicata ed accurata attività d’indagine scaturita dalla raccolta e dall’elaborazione di alcune denunce presentate dalla vittima nel marzo scorso, i carabinieri hanno ricostruito i comportamenti persecutori posti in essere dall’uomo, consistenti in ingiurie e minacce di morte: “Arriverà la tua ora, ho un colpo per te, farai una brutta fine”, “Ti faccio saltare, ti taglierò le gambe”.

Addirittura, simulando il gesto di tagliargli la gola o di sparargli con una pistola alle gambe e alla testa, tutti comportamenti che aveva avevano ingenerato nell’uomo un fondato timore per l’incolumità propria e dei suoi familiari.

Alla base di tale risentimento ci sarebbe una denuncia sporta dalla vittima a carico del 41enne nel 2016, allorquando questi si era introdotto di notte all’interno dell’abitazione del sottufficiale dell’Esercito per perpetrare un furto, poi tramutatosi in rapina a seguito della colluttazione che ne è scaturita.

Dopo l’arresto dell’autore che seguì a quei fatti, ed il relativo periodo di carcerazione preventiva, lo stesso, una volta ritornato in libertà, ha dato inizio ad una vera e propria vendetta nei confronti della vittima, ritenendola, paradossalmente, responsabile dell’avvenuto arresto. Grazie alla puntuale ricostruzione degli investigatori dell’Arma l’uomo è stato arrestato e poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.  

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