Scene da far west in un bar di Borgo Segezia: arrestato l'uomo che sparò all'impazzata

Il fatto accadde la notte tra il 3 ed il 4 settembre scorsi nel locale 'Il Gufo'. Il movente dell'agguato, per gli inquirenti, è riconducibile a contrasti tra gruppi albanesi dediti al traffico di stupefacenti

La sparatoria

Scene da far west, spari ad altezza d’uomo attraverso la vetrina di un bar, con gli avventori del luogo che hanno trovato riparo dietro il bancone del locale, tra bottiglie rotte e vetrine in frantumi. E’ la cronaca di quando accadde lo scorso 4 settembre, nel locale 'Il Gufo', a Borgo Segezia, frequentato abitualmente da cittadini dell’est Europa.

Secondo quanto ricostruito dai militari, poco dopo l’1 della notte tra il 3 ed il 4 settembre, due persone a bordo di un’Audi di grossa cilindrata con targa straniera si presentavano nella pizzeria e sala da ballo armati di fucile e pistola, ed iniziavano a sparare ad altezza d’uomo attraverso le finestre del locale. Dopo aver esploso vari colpi anche contro le autovetture in sosta nel parcheggio della pizzeria, gli autori del fatto si allontanavano.

Solo per un caso fortuito, nessuno rimase ferito. Le indagini, condotte attraverso attività tecnica e acquisizione di informazioni da tutti i presenti all’evento criminoso, si concentravano da subito sulla criminalità straniera e si accertava che il movente del grave episodio criminoso era riconducibile a contrasti sorti tra albanesi appartenenti a diversi gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti. In particolare l’evento era collegato con quanto avvenuto presso lo stesso locale qualche giorno prima, quando personale della questura di Foggia era intervenuto, nello stesso luogo, a seguito dell’aggressione subita da un albanese da parte di un gruppo di connazionali.

Per il fatto, i carabinieri della compagnia di Foggia hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio e detenzione illegale di armi a carico di un cittadino di nazionalità albanese, il trentenne Ismail Hasani. Attraverso alcune preziose testimonianze e le informazioni acquisite con le intercettazioni e l’analisi di tabulati telefonici, infatti, i militari sono riusciti a chiuder il cerchio attorno a Hasani, individuato come uno dei responsabili della “spedizione punitiva”.

In particolare, era lui che imbracciava il fucile calibro 12 che sparando all’interno del locale aveva attinto il frigorifero, un tavolino e alcune bottiglie, andate in frantumi; il trentenne, poi, sparava un altro colpo all’indirizzo di un’autovettura parcheggiata lungo un vialetto che costeggia il locale. Lo stesso, nell’ottobre 2013, è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalle autorità albanesi, dovendo scontare una condanna ad oltre 3 anni di reclusione per reati in materia di armi commessi.

Soltanto pochi giorni fa, il 10 giugno, era riuscito ad ottenere il beneficio degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Beneficio bruscamente interrotto per la nuova ordinanza di custodia cautelare, a seguito della quale è stato nuovamente condotto in carcere.

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