Cronaca

Perseguita ex con telefonate ed sms, arrestato stalker a Manfredonia

Continuava a "vessare" psicologicamente la sua ex, nonostante fosse già destinatario di un divieto di avvicinamento: ora è ai domiciliari. Il ragazzo non accettava la fine della relazione sentimentale

Commissariato di polizia Manfredonia

Si era procurato un nuovo numero telefonico con il quale continuare a “vessare” psicologicamente l’ex-fidanzata, nonostante fosse già destinatario di una misura cautelare personale di ‘divieto di avvicinamento’ nei confronti della sua ex e dei suoi familiari.

Nonostante la misura restrittiva, infatti, telefonate e sms a tutte le ore del giorno e della notte continuavano ad essere l’incubo di una 30enne foggiana, vittima delle attenzioni morbose e dei comportamenti persecutori del suo ex.

Nessuna minaccia esplicita, ma di certo una notevole pressione psicologica che ha portato la donna a modificare le sue abitudini quotidiane, stile di vita e a temere per sé e la sua famiglia. Per il fatto, gli agenti della squadra mobile di Foggia, ieri mattina, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare nei confronti del manfredoniano D.S.A., classe 1982, per il reato di stalking.

L’uomo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. I fatti contestati coprono un arco temporale di circa 9 mesi, dall’aprile al dicembre del 2011.

Le indagini sono ripartite a metà dicembre, quando la donna - esasperata della situazione - sporgeva l’ennesima denuncia-querela perché, oltre ad aver subito il taglio dei quattro pneumatici della propria autovettura, parcheggiata sotto la sua abitazione, continuava a ricevere numerose chiamate anonime ed sms da una utenza di telefonia mobile a lei sconosciuta.

Utenza telefonica poi rivelatasi intestata all’ex fidanzato, già destinatario di un divieto di avvicinamento nei confronti della giovane vittima e dei suoi familiari, a causa dei comportamenti persecutori ossessivi e seriali posti in essere dallo stesso: pedinamenti, appostamenti sotto casa e nei pressi del luogo di lavoro della donna, telefonate ed sms continui e, da ultimo, il danneggiamento dell’autovettura della madre.

La sim-card è stata posta sotto sequestro dagli agenti della mobile e l’uomo, per giustificare il suo comportamento dinanzi all’evidenza dei fatti, ha ammesso che le telefonate e gli sms inviati alla vittima erano partiti "in maniera accidentale" dal proprio cellulare.

 

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