Studentessa impartisce ripetizioni d’italiano, lui se ne innamora e la perseguita: arrestato

Un ghanese pedinava, insultava e minacciava con continue telefonate, anche di notte, una ragazza universitaria, costretta a cambiare abitudini e numero di cellulare. La vittima ha subito anche palpeggiamenti

Da un po’ di mesi perseguitava una studentessa universitaria con continue telefonate, anche di notte, appostamenti sotto la sua abitazione e pedinamenti per le vie di Foggia. Uno stalker ghanese di appena 20 anni, con permesso di soggiorno regolare, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri per stalking.

L’arresto è avvenuto ieri mattina mentre usciva di casa, quando la ragazza, alla vista di Appiadu Samuel Boamah, per timore di essere molestata, si è barricata dentro il portone dell’abitazione, scatenando l’ira del ragazzo, che ha cominciato a sferrare pugni e calci, insultandola e minacciandola.

Allertati dalla vittima, i carabinieri sono giunti sul posto, dove hanno trovato il ragazzo fermo sotto casa della vittima e ancora chiusa all’interno dello stabile. I successivi accertamenti hanno permesso di accertare la malcapitata, a partire dal decorso mese di aprile, presso la Questura di Foggia, aveva già sporto due querele nei confronti di Appiadu, nel corso delle quali aveva riferito che negli anni scorsi, anche per un sentimento umanitario, visto che si trattava di persona indigente alloggiata presso una comunità di accoglienza, aveva instaurato con lo stesso un rapporto di amicizia, impartendogli lezioni di italiano e dandogli anche modeste somme di denaro per le piccole esigenze quotidiane

Successivamente però, a seguito del rifiuto di allacciare una relazione sentimentale, il ragazzo aveva iniziato a perseguitarla, tempestandola di telefonate a qualunque ora del giorno e della notte, nel corso delle quali la minacciava di morte e la insultava. Lo stalker era solito appostarsi sotto l’abitazione della vittima insultando e minacciando persino i genitori di lei.

In alcune circostanze la vittima aveva subito dei palpeggiamenti nelle parti intime ma era riuscita a divincolarsi e a scappare. Questa situazione l’aveva costretta a non uscire più di casa da sola e a cambiare il numero di telefono cellulare, senza trarre da ciò grandi benefici, visto che l’ex “amico” l raggiungeva, citofonava e la chiamava sul fisso di casa, creandole stress e preoccupazione. Ne risentiva anche il rendimento all’università. Ora il ghanese si trova nel carcere di via delle Casermette.

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