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Immagine di repertorio

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Choc a Foggia: "Ti brucio la macchina e ti sfregio con l'acido". Fine dell'inferno per una donna: arrestato 29enne

Coordinati dalla procura, gli agenti hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, nei confronti di un uomo di 29 anni, foggiano, accusato del reato di stalking nei confronti dell’ex-fidanzata

Dieci anni accanto ad un uomo "immaturo, litigioso e molto possessivo".  Nel momento in cui lei trova il coraggio di lasciarlo e ritrovare la libertà inizia l'incubo: "Ti brucio la macchina, ti sfregio con l'acido".

E' quanto scoperto dagli agenti della squadra mobile di Foggia, a seguito di attività investigativa coordinata e diretta dalla Procura dauna. I poliziotti hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Foggia, nei confronti di un uomo di 29 anni, foggiano, gravemente indiziato del reato di stalking nei confronti dell’ex-fidanzata.

La relazione sentimentale era durata circa dieci anni, ma la donna aveva deciso di interromperla a causa del carattere dell’indagato. Quest'ultimo, non accettando la fine della relazione, ha iniziato a perseguitare la sua ex in ogni modo: contattandola (anche in orario notturno) telefonicamente in maniera ossessiva ed inviandole una miriade di messaggi sul profilo Istangram, oltre ad e-mail in cui alternava richieste pacifiche volte a riprendere la relazione, a messaggi minatori di ogni sorta.

In particolare, vantando conoscenze con la criminalità locale, minacciava di attentare alla incolumità della donna e dei suoi familiari, di bruciarle la macchina, di sfregiarla con l’acido, tanto che la vittima si è vista costretta a bloccarlo sul cellulare. L’indagato ha continuato con l’invio di messaggi tramite profili falsi, chiamandola al telefono anche sul posto di lavoro; inoltre continuava a contattare conoscenti della donna, affinché potessero intercedere per incontrarla e la pedinava sia presso il luogo di lavoro che presso l’abitazione della stessa, utilizzando anche autovetture diverse per non essere riconosciuto.

La reiterazione delle condotte dell’indagato ha creato nella vittima non solo fastidio, ma anche un evidente stato di ansia e preoccupazione per la incolumità propria e dei propri congiunti, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita, come quella di diradare le uscite e facendosi sempre accompagnare nel tragitto da casa al posto di lavoro e viceversa.

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