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Perseguita, minaccia e picchia l’ex compagna, arrestato stalker a San Severo

La vittima e lo stalker avevano una bambina. Lei aveva deciso di mollarlo per via della morbosa gelosia dell'uomo. L'aguzzino minacciava di morte i familiari e la riempiva di calci e pugni

Stalking, maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e violenza privata. Con questi capi d'accusa i carabinieri di San Severo hanno tratto in arresto un 40enne del posto.

A fine agosto una giovane donna si è presentata al comando locale dell’arma dei carabinieri per denunciare lo stalker, con il quale 5 anni prima aveva avuto una relazione e anche una figlia. La donna ha riferito che dopo un anno di convivenza il rapporto tra i due era diventato tormentato per via della gelosia che questi manifestava, tanto da impedirle di lavorare ed uscire da sola.

L’uomo la raggiungeva spesso nell’appartamento in orari notturni assumendo atteggiamenti da “padrone”, indagando ogni aspetto della sua vita privata, ispezionando persino la spazzatura e pretendendo soltanto rapporti sessuali. Era praticamente impossibile ribellarsi. Addirittura l’uomo minacciava che avrebbe ammazzato i suoi familiari se solo avesse visto la bambina in compagnia dei nonni.

La vittima, esasperata, aveva deciso di interrompere quella relazione, ma l’uomo ha cominciato  a perseguitarla ancora di più, assillandola con innumerevoli telefonate ed sms in cui esprimeva in  modo ossessivo la pretesa di incontrarla, anche con il pretesto di vedere la figlia per la quale non aveva mai  manifestato un vero interesse ma che, invece, aveva talvolta addirittura maltrattato e percosso. Ogni volta che incontrava la vittima, ovunque la insultava, pretendendo arrogantemente di riallacciare la relazione. Spesso era solito porre in essere veri e propri appostamenti, pedinare ed inseguire sia lei, sia i congiunti della stessa.

Più di una volta lo stalker la bloccava impedendole di proseguire la marcia e in più di un’occasione la vittima è stata percossa riportando lesioni non lievi. Per paura che il suo aguzzino se ne accorgesse, la donna non sempre si recava al Pronto Soccorso.

Dai Carabinieri, in sede di denuncia, la povera vittima si è convinta ad esibire i pochi referti medici in suo possesso, esito di cure alle quali era ricorsa quando il dolore era talmente forte da non poter fare a meno di farsi visitare: oltre a pugni, calci e schiaffi, l’aggressore, in varie occasioni, l’ha ghermita alla gola, l’ha scaraventata per terra e colpita ripetutamente procurandole lesioni anche al viso e al capo.

Le indagini dei Carabinieri della Stazione di San Severo, attivate senza indugio, hanno permesso, soprattutto grazie alla collaborazione della vittima e delle persone informati sui fatti, di raccogliere indizi gravi, precisi e concordanti in grado di consentire una ricostruzione dei fatti che il PM e il GIP, il primo in sede di richiesta di applicazione di misura cautelare, il secondo in sede di formulazione dell’ ordinanza applicativa della citata misura, hanno condiviso pienamente, considerata la stretta aderenza dei fatti con gli elementi probatori acquisiti.

Sulla base della gravità dei  fatti e dei gravi indizi di colpevolezza a carico, sussistendo nei confronti dell’indagato specifiche e inderogabili esigenze cautelari, essendovi il concreto pericolo che lo stesso commetta delitti della stessa specie di quello in esame ed in particolare reiteri le violente condotte in danno della persona offesa è stato ritenuto dall’A.G. indispensabile, per la tutela dell’incolumità della persona offesa, sottoporre a misura cautelare personale coercitiva l’indagato  tradotto presso il carcere di Foggia.

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