Rompe il silenzio e denuncia le violenze subite, perché teme gesto estremo dell’ex

Una donna vittima di stalking si è recata al commissariato di polizia di San Severo per raccontare il calvario di mesi in cui era stata oggetto di aggressioni, pedinamenti, inseguimenti e minacce di morte

Immagine di repertorio

Pluripregiudicato, sorvegliato speciale e in carcere dal 10 aprile a seguito di un’operazione del commissariato di San Severo (poiché facente parte di un sodalizio criminale di carattere associativo che aveva la disponibilità di armi da fuoco, finalizzato alla commissione di rapine e ricettazione), il 44enne Maurizio Cologno è accusato di atti persecutori tenuti nei confronti della sua ex compagna dall’estate 2013 agli inizi del 2014. L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata eseguita su disposizione del GIP presso il Tribunale di Foggia, dagli agenti del commissariato della città dell’alto Tavoliere.

Così come riportato in una nota del commissariato, l’uomo, non accettando in alcun modo la decisione della sua compagna di interrompere la relazione proprio a causa del suo carattere geloso e violento, ha posto in essere una escalation di condotte tipiche del reato di stalking. Comportamenti che la vittima ha trovato il coraggio di denunciare nel febbraio scorso.

Dal racconto della vittima è emerso che in più occasione Cologno l’aveva minacciata di morte, a maggior ragione se si fosse rivolta alle forze dell’ordine, lamentandosi inoltre di “essere stato disonorato” dalla decisione della povera donna di voler troncare la relazione.

Il 44enne non perdeva occasione per rivolgerle epiteti volgari, spesso davanti ai figli minori della stessa. Tant’è che una sera, incontrandola in un bar, aveva sferrato un calcio alla sedia in cui era seduta, facendola cadere a terra, per poi colpirla con calci e pugni. Aggressioni fisiche che avvenivano spesso e che obbligavano l’ex compagna a ricorrere alle cure mediche.

Appostamenti, inseguimenti con l’auto, speronamenti, molestie, sms e telefonate a qualsiasi ora della giornata, messaggi sui social, avevano gettato la vittima in uno stato d’ansia e paura. Un vero e proprio calvario. Il timore che l’uomo potesse compiere un gesto estremo, fortunatamente l’ha spinta a rompere il muro del silenzio e a denunciare le angherie subite.

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Le indagini svolte dal personale anticrimine del commissariato di San Severo, coordinato dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno riscontrato e accertato i fatti denunciati, spingendo l’autorità giudiziaria a emettere il provvedimento

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