Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Via Sprecacenere

Foggia, riduce ragazza in schiavitù e la costringe a prostituirsi in zona Cimitero: arrestata

I carabinieri hanno trovato la 26enne in lacrime durante un sopralluogo in zona Cimitero. Era stata ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi dalla connazionale Liliana Mamuleanu

Privata dei documenti di identità, della libertà personale e del denaro guadagnato con l’attività di meretricio. La storia di una 26enne rumena, costretta a prostituirsi nella zona del cimitero, a Foggia, potrebbe essere riassunta nel consumato clichè della ragazza straniera attratta in Italia da migliori opportunità di vita mentre di prospettiva trova solo quella del marciapiede.

A rendere, però, ancora più inquietante la sua storia è il fatto che la sua aguzzina sia un’altra donna. Si tratta della connazionale Liliana Mamuleanu, di 33 anni, arrestata dai carabinieri della compagnia di Foggia per sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù.

Il fatto è accaduto la notte scorsa quando i militari, nel corso dei consueti servizi di controllo del territorio, notavano una lucciola disperata e in lacrime. Dopo l’iniziale diffidenza, la stessa trovava il coraggio di denunciare ai carabinieri quel calvario che durava ormai da troppe settimane. La vittima era arrivata in Italia pochi mesi prima e, a Milano, aveva incontrato la sua connazionale che le aveva proposto di stabilirsi a Foggia per dedicarsi all’attività di meretricio, dividendo poi i guadagni.

Giunte nel capoluogo dauno, però, gli accordi presi sono stati subito disattesi. La maitresse ha sequestrato alla donna i documenti di identità e l’ha avviata al marciapiede trattenendosi interamente i profitti. Era la 33enne stessa a stabilire il “prezzo giusto” per ogni prestazione (circa 20 euro) e la controllava continuamente sul “posto di lavoro” per verificare gli effettivi incassi.

Una volta, approfittando di un momento di distrazione della sua aguzzina, la vittima ha tentato di fuggire salendo sul primo treno in partenza da Foggia, ma è stata raggiunta in stazione dalla Mamuleanu e ricondotta in un appartamento a lei in uso. Da questa denuncia, precisa e circostanziata, sono partite immediatamente le indagini dei militari che hanno verificato l’intera vicenda.

La vittima è stata condotta in una casa famiglia, mentre la sua aguzzina è stata associata al carcere di Foggia. Sul fatto, però, sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri mirati a verificare l’eventuale “gestione diretta” di altre donne da avviare alla prostituzione da parte della maitresse.

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