Cronaca

Picchia il datore di lavoro e lo minaccia con il segno della mano sulla gola: la vittima aveva scoperto che il dipendente firmava ma non lavorava

E' quanto scoperto dai carabinieri a San Marco in Lamis, che hanno arrestato un 37enne del posto con l'accusa di tentata estorsione e lesioni personali

Firmava il registro di lavoro ma di fatto non svolgeva alcuna attività lavorativa. Scoperto dal capo, un 37enne di San Marco in Lamis lo ha raggiunto nella piazza del paese schiaffeggiandolo pubblicamente.

E’ quanto scoperto dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Giovanni Rotondo. Coadiuvati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Foggia nei confronti di Giuseppe Gravina, classe 1984 del posto noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile di tentata estorsione e lesioni personali.

L’indagine, svolta sotto la direzione della procura di Foggia che ha portato alla richiesta e alla conseguente emissione del provvedimento restrittivo, ha avuto inizio nello scorso mese di febbraio, allorquando l’amministratore della ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti nella città dei due conventi subiva dal 37enne un'aggressione nella centralissima piazza del paese. 

Gravina - riferiscono i carabinieri - pretendeva di continuare a lavorare presso la ditta senza in realtà svolgere l’attività lavorativa cui era preposto.

I fatti risalgono precisamente al 10 febbraio quando Gravina aveva saputo che il suo datore di lavoro, dopo diversi sopralluoghi, aveva scoperto le sue reiterate assenze dal lavoro senza giustificazione.

Tuttavia, i registri che attestano la presenza del dipendente erano state fittiziamente firmati. Infastidito dall’atteggiamento del capo, il 37enne si era messo alla sua ricerca e dopo averlo incrociato a bordo della sua autovettura, gli aveva intimatato di fermarsi.

Sceso dal mezzo, lo ha colpito più volte con schiaffi e pugni, procurandogli delle lesioni giudicate guaribili in cinque giorni dai sanitari dell’ospedale di Casa Sollievo della Sofferenza.

Tutta la scena era stata ripresa dalle telecamere del circuito cittadino. Quella stessa sera la vittima, dopo aver denunciato l’accaduto ai carabinieri, mentre rientrava a casa incontrava nuovamente arrestato il quale, incrociando il suo sguardo, lo minacciava passandosi la mano sotto la gola. 

Le successive indagini avviate attraverso l’escussione e confronto di persone informate sui fatti, intercettazioni telefoniche ed ambientali, acquisizione di filmati e documentazione, hanno consentito di individuare chiari e inequivocabili elementi di reità per i reati di tentata estorsione e lesioni personali.

Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Foggia, a disposizione dell’autorità giudiziaria mandante.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Picchia il datore di lavoro e lo minaccia con il segno della mano sulla gola: la vittima aveva scoperto che il dipendente firmava ma non lavorava

FoggiaToday è in caricamento