Cronaca Lesina / Coppa della Ruca

Lesina, bracciante agricolo ucciso per motivi di lavoro: fermato l'assassino

Fermato un 33enne amico e collega della vittima. Lo ha colpito con un fendente mortale alla giugulare

Ferito a morte da un connazionale, per motivi legati - verosimilmente - a questioni legate al lavoro bracciantile. E’ questa la tesi cui sono giunti i carabinieri del Comando Provinciale di Foggia in merito all’omicidio di Marcel Ioan Balan, 33enne rumeno detto “Nicola”, avvenuto lo scorso lunedì, campagne di Lesina. Per il fatto, i militari hanno dato esecuzione al decreto di fermo - emesso dalla Procura della Repubblica di Lucera - nei confronti di Romeo Cretu, connazionale 33enne, amico e collega della vittima. L’uomo dovrà rispondere di omicidio volontario.

Come detto, il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì scorso. I carabinieri della Compagnia di San Severo sono interventi in località “Coppa della Ruca”, in agro di Lesina, in prossimità dell’intersezione con la SS 16, dove era presente il cadavere di Marcel Ioan Balan, 33 enne attinto al collo da un oggetto appuntito (un punteruolo o un cacciavite, arma non ancora rinvenuta). La vittima era stata accompagnata in quel punto da altri due connazionali a bordo di una Fiat Ulisse di proprietà di uno di essi.

Gli stessi avevano riferito ai carabinieri di aver soccorso il loro connazionale in un casolare in contrada “Coppa Sentinella”, dove era stato ferito da un connazionale a seguito di un litigio. Compresa la gravità della situazione lo hanno trasportato in prossimità della statale 16 per facilitare i soccorsi dei sanitari del 118 che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a percorrere le vie di campagna per raggiungere il luogo del ferimento.

Balan, bracciante agricolo, era giunto la prima volta in Italia nel 2009, iniziando da allora un andirivieni tra la Romania e l’Italia, ogni qual volta vi era la possibilità di lavorare come stagionale in campagna. Era rientrato in Italia verso la fine di luglio, in compagnia di diversi connazionali tra cui il fratello e l’amico Cretu. Ai fini della ricostruzione della dinamica illuminanti sono state le informazioni fornite dagli altri connazionali amici della vittima. Una collaborazione – hanno sottolineato i militari – che troppo spesso manca nelle indagini che vedono coinvolti soggetti italiani.

La ricostruzione effettuata dagli inquirenti, diretti da Pasquale De Luca, sostituto procuratore della Repubblica di Lucera, ha consentito di accertare che la vittima, così come il suo assassino, erano entrambi impegnati nella raccolta stagionale dell’uva nelle campagne di San Paolo di Civitate, alle dipendenze di un’impresa agricola locale; Cretu, però, probabilmente a causa del suo temperamento, era stato invitato dal fratello della vittima, anch’egli impegnato nella raccolta dell’uva, a non recarsi più a lavoro, in quanto la sua presenza non era più gradita al datore di lavoro.

Dopo essere stato licenziato, l’uomo era rientrato nella masseria dove alloggiava ed iniziava a sfogarsi dell’accaduto con il Balan, ritenendo il fratello responsabile. La lite è presto degenerata e dopo una colluttazione a mani nude, l’uomo – nella ricostruzione degli inquirenti, avrebbe impugnato un oggetto appuntito custodito nei pantaloni e sferrato un colpo mortale alla gola. La sua morte è stata in conseguenza della profonda ferita da punta, con probabile lesione della vena giugulare.

OMICIDIO BALAN: IL VIDEO

 Le testimonianze raccolte, infatti, hanno permesso sin da subito di attivare le ricerche. L’assassino, fuggito dopo i fatti, per i militari aveva già un volto ed un nome, così da poter essere subito attivamente ricercato. Così fino all’alba di ieri, quando Cretu è stato localizzato da una delle pattuglie impegnate nei rastrellamenti a tappeto in località Pian delle Vigne del Comune di Lesina. Stava percorrendo a piedi la provinciale 37 e  indossava ancora i pantaloncini corti di jeans sporchi di sangue e una t-shirt nera strappata sul petto, un segno evidente della colluttazione ingaggiata con la vittima. Balan era sposato e, in Romania, lascia moglie e tre figli, rispettivamente di 11, 7 e 5 anni.

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