Per ottenere le gare d'appalto, minaccia dirigente comunale: arrestato 49enne

Arrestato un 49enne di Monte Sant'Angelo, presidente di due cooperative di servizi, una delle quali aveva partecipato anche all'assegnazione dell'appalto per la gestione dei servizi cimiteriali

La conferenza stampa (Foto D'Agostino)

Sms e telefonate minatorie; una voce al telefono dall’accento forzatamente straniero. Dall’altro capo dell’apparecchio pressioni in merito a due differenti gare d’appalto per lavori da eseguire nel territorio di Monte Sant’Angelo: una già assegnata, per un valore di 600 mila euro, l’altra da assegnarsi ancora, relativa alla gestione dei servizi cimiteriali. Vittima dell’accaduto, un dirigente comunale tenuto sotto pressione dall’anonimo interlocutore.

E’ quanto scoperto dai carabinieri di Manfredonia, che per il fatto hanno arrestato il 49enne Raffaele Iaccarino, di Monte Sant’Angelo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Tribunale di Foggia per il reato di tentata estorsione. I fatti si riferiscono al febbraio di quest’anno, quando un dirigente del comune di Monte Sant’Angelo ha denunciato ai carabinieri di Manfredonia di aver ricevuto, da un’utenza cellulare a lui sconosciuta, delle intimidazioni tramite sms con riferimenti in particolare ad un appalto per lavori già assegnato con regolare aggiudicazione ad una ditta, per un valore complessivo di oltre 600mila euro.

Le indagini hanno consentito di appurare che la scheda telefonica dalla quale i messaggi erano stati inviati era intestata ad un uomo di nazionalità rumena, risultato sin da subito estraneo ai fatti. Un ignaro prestanome, insomma. I carabinieri hanno concentrato quindi l’attenzione investigativa su una donna di Monte Sant’Angelo, titolare di un negozio di telefonia, moglie di Raffaele Iaccarino. A seguito di perquisizione presso il negozio in questione, i militari hanno recuperato - oltre alla fotocopia dei documenti del rumeno intestatario della scheda da cui erano state inviate le minacce - altre tracce che permettevano di appurare che lo stesso aveva attivato diverse sim a nome dello stesso cittadino rumeno, trattenendone alcune per sé per fini illeciti.

Grazie poi ad altri riscontri, si è potuto accertare che il telefono e la sim oggetto dell’indagine, nel periodo di interesse investigativo, erano nella disponibilità esclusiva del 49enne. Considerato poi il tenore dei messaggi estorsivi inviati, gli stessi si inquadrano perfettamente con il movente che può aver animato Iaccarino, portatore di un concreto ed attuale interesse nelle gare di appalto di prossima assegnazione, essendo il presidente di due cooperative di servizi, una delle quali aveva partecipato anche all’assegnazione dell’appalto per la gestione dei servizi cimiteriali.

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Tutto il quadro indiziario ha indotto i militari a ritenere che Iaccarino sia colui il quale attraverso l’invio di sms minatori all’indirizzo del dirigente comunale ha cercato di condizionarlo nell’assegnazione di appalti pubblici per i servizi cimiteriali e per il risanamento della cava di Cassano. La condotta contestata risulta poi particolarmente grave sia per il movente, relativo all’aggiudicazione di appalti di valore molto ingente, sia per l’elevata capacità di intimidazione, tipica del  contesto territoriale garganico. 

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