Pazienti indotte a spogliarsi e palpeggiate, cinque violenze sessuali accertate: i motivi dell'arresto del radiologo

L'indagine partita dalla denuncia di una delle vittime. Il dirigente medico è ora agli arresti domiciliari su ordinanza cautelare, che dispone anche il divieto di esercitare la professione medica per sei mesi

L'ospedale di Manfredonia

Cinque pazienti costrette a subire atti sessuali durante una visita o controllo medico. Abusi perpetrati dal 2004 al 2019, l’ultimo dei quali (e l’unico) denunciato agli agenti del Commissariato di Manfredonia.

Dalla querela presentata dalla paziente, polizia e procura hanno ricostruito altri quattro casi a ritroso nel tempo che accusano, per i medesimi abusi, il dirigente medico della Radiologia dell’ospedale ‘De Lellis’ di Manfredonia, il 62enne Nicola Bisceglia, ora agli arresti domiciliari.

Come emerso dalle indagini, l’uomo - abusando dell rapporto di dipendenza psicologica paziente/sanitario - avrebbe costretto le pazienti a subire atti sessuali contro la loro volontà. In particolare, il medico, in alcuni casi prospettava la possibile sussistenza di patologie che in realtà erano inesistenti, e ciò al fine di provocare uno stato di choc tale da rafforzare l’affidamento in lui da parte delle pazienti. Con tali espedienti induceva le donne a spogliarsi, approfittando per palpeggiarne i seni e i glutei o sfregando i propri genitali sui loro corpi.

In alcuni casi, quasi come se si trattasse di una vera e propria visita ginecologica, le toccava nelle parti intime, lì dove invece le pazienti si erano a lui rivolte per eseguire accertamenti su parti corporee del tutto diverse come una spalla, l’addome, lo sterno e, in un caso, addirittura un tallone. Il dirigente medico è ora agli arresti domiciliari su ordinanza cautelare che dispone anche il divieto di esercitare la professione medica per sei mesi.

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