Il fiuto di ‘Master’ fa arrestare Volpe: ai domiciliari per omicidio, nascondeva una pistola in cucina

Agli arresti domiciliari per omicidio, nascondeva una pistola nella cappa della cucina. Il fiuto di “Master”, unità cinofila della Polizia di Stato, porta in carcere un ventinovenne di San Severo.

Giuseppe Volpe, il revolver e 'Master'

Il 20 settembre del 2015 in via Mario Carli a San Severo, nel corso di una lite scoppiata per l’occupazione di un alloggio di un condominio, aveva ucciso Giuseppe Bonaventura. Per questo motivo Giuseppe Volpe, 29 anni, di San Severo, dopo un periodo trascorso in carcere, si trovava ristretto agli arresti domiciliari a Pianella, con permesso di assentarsi dall’abitazione per tre giorni alla settimana, due ore la mattina, per provvedere alle proprie esigenze di vita.

Quello che forse il ventinovenne sanseverese non si aspettava, è che un docile labrador retriever, di nome ‘Master’, che di lavoro fa il poliziotto, lo incastrasse grazie al fiuto, è proprio il caso di dirlo, di cui il quattrozampe ha dato prova nel corso di una perquisizione condotta dagli agenti della Questura di Pescara nell’abitazione del giovane.

Due giorni fa i poliziotti della Squadra Mobile e della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale hanno bussato a casa dell’uomo, avendo fondato motivo di ritenere che, nonostante la misura cautelare degli arresti in casa, disposta dalla Corte D’Appello di Bari, Volpe fosse comunque dedito ad interessi illeciti e potesse nascondere armi.

La perquisizione sembrava tuttavia, almeno in un primo momento, smentire quanto ipotizzato dagli investigatori, che non avevano riscontrato nulla di anomalo nelle stanze dell’abitazione. A quel punto “Master”, cane antiesplosivo della Polizia di Stato, in forza all’Ufficio Preenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Pescara, segnalava al suo conduttore che c’era qualcosa nella cappa della cucina.

Una verifica più approfondita ha consentito ai poliziotti di rinvenire, ben incastrata tra il filtro e la cappa, un revolver 357 magnum con matricola cancellata e tamburo a sei colpi completamente rifornito; vicino, un pezzo di carta in cui erano stati avvolti altri sette proiettili dello stesso calibro. Il sanseverese è stato pertanto tratto in arresto per la detenzione dell’arma con matricola abrasa e del relativo munizionamento e, su disposizione del P.M. titolare delle indagini, dr.Paolo Pompa, tradotto presso la locale casa circondariale.

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