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I rilievi sul luogo dell'omicidio

I rilievi sul luogo dell'omicidio

Omicidio Stazione, l'assassino alla polizia: "Sono stato io e non mi interessa che è morto"

Arrestato Idriss Ouaamou, connazionale della vittima. Karim Sisi, di nazionalità marocchina, è stato ucciso a colpi di pietre e pugnalato con un cacciavite a stella nella notte tra il 23 ed il 24 aprile

Un litigio per futili motivi, poi sfociato in un brutale omicidio. Questioni di ‘cattivo vicinato’ tra gli occupanti dei vagoni-dormitorio ricoverati a nord della stazione ferroviaria di Foggia, quelli che corrono paralleli a via Sprecacenere, alla periferia della città, e trasformati in giacigli di fortuna da numerosi senza tetto.

E’ in questo contesto - “di estremo degrado, anche morale, viste le testimonianze”, puntualizzano gli inquirenti - che è maturato l’omicidio del 34enne Karim Sisi, di nazionalità marocchina, ucciso a colpi di pietre e pugnalato con un cacciavite a stella nella notte tra il 23 ed il 24 aprile scorso. Il suo corpo, colpito da tre fendenti all’altezza della clavicola, ad un fianco e all’avambraccio, è stato trovato senza vita nei pressi dei binari della stazione. Per il fatto, gli agenti della polizia hanno arrestato il connazionale Idriss Ouaamou, di due anni più giovane.

Tra i due, secondo quanto accertato dagli agenti della sezione volanti, della squadra mobile e della Polfer, non correva buon sangue da tempo. Continue schermaglie legate ad una convivenza difficile e forzata. La vittima si era stabilita da tempo insieme ad altro connazionale in uno dei vagoni inutilizzati situati nella zona “Platea lavaggio carri bestiame”, a nord dello scalo ferroviario; il presunto assassino, invece, insieme alla compagna e ad altro senzatetto di nazionalità italiana viveva nel vagone accanto.

Più volte i due si erano affrontati, fino allo scorso 24 aprile, quando Idriss impugnato un cacciavite a stella dalla lama lunga 10 cm ha colpito a morte il 34enne. All’omicidio hanno assistito gli altri occupanti dei vagoni che hanno immediatamente lanciato l'allarme al 113, permettendo alla polizia di bloccare il responsabile - poi identificato per Idriss Ouaamou, già arrestato nel settembre scorso per il reato di rissa - e di ascoltare tutti i testimoni della vicenda. Alla polizia, che lo ha fermato poche ore dopo il fatto, l’uomo ha ammesso le sue responsabilità: "Sono stati io e non mi interessa che è morto". Arrestato, l’uomo dovrà rispondere del reato di omicidio volontario aggravato da "motivi futili e abietti". 

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