Sangue al Gran Ghetto: 20enne ucciso per futili motivi. Connazionale crolla e confessa: "Omicidio per futili motivi"

In carcere un giovane, coetaneo della vittima e originario anch’egli della Guinea Equatoriale. Il litigio all’esterno di una baracca adibita a piccolo ritrovo/bar, le coltellate davanti alla roulotte. Carabinieri ricostruiscono l'accaduto

Il luogo dell'omicidio

Omicidio al Gran Ghetto, 20enne ucciso a coltellate. Carabinieri individuano e sottopongono a fermo un connazionale delle vittima.

Il fatto risale alla notte del 22 aprile scorso, i militari del nucleo operativo e radiomobile hanno ricevuto una richiesta di intervento del Gran Ghetto, in località Torretta Antonacci, a San Severo, per la segnalazione di una persona a terra tra le baracche e le roulotte, verosimilmente deceduta. Immediatamente, i carabinieri sono giunti sul posto, dove hanno trovato un ragazzo originario della Guinea Equatoriale, in Italia per lavorare come bracciante agricolo, di nome Algassimou Bah, di circa venti anni, che era riverso a terra, privo di vita ed in una pozza di sangue, e con una profonda ferita di arma da taglio tra la gola ed il petto.

I primi accertamenti, effettuati con la sezione operativa, hanno evidenziato che la vittima, poco prima, aveva avuto prima un acceso diverbio, per futili motivi, con un altro extracomunitario, originario anch’egli della Guinea Equatoriale e coetaneo del deceduto, all’esterno di una baracca adibita a piccolo ritrovo/bar. La lite, con violenti contatti fisici tra i due, si spostava in pochi minuti verso la roulotte dell’aggressore., nella piccola area antistante il mezzo, dove quest’ultimo ha afferrato un grosso coltello e ha colpito al torace il 20enne per poi fuggire.

Avviate le ricerche del giovane, lo stesso è stato rintracciato poco dopo a qualche chilometro di distanza dal Gran Ghetto mentre cercava far perdere le proprie tracce. Condotto in caserma, il 20enne ha ammesso le sue responsabilità e, all’esito di una lunga ed articolata ricostruzione dei fatti, che hanno consentito di recuperare anche l’arma del delitto ed altri elementi di assoluto rilievo per le indagini, i carabinieri hanno effettuato un fermo di indiziato di delitto a suo carico per l’omicidio di Algassimou Bah.

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I riscontri effettuati dai militari sono stati poi confermati nel corso dell’interrogatorio a cui il guineano è stato sottoposto da parte del pubblico ministero di turno, alla presenza del difensore designato d’ufficio e di un traduttore, durante il quale lo stesso confermava le proprie responsabilità in relazione alla morte del connazionale, avvenuta per futilissimi motivi. Al termine delle complesse verifiche, protrattesi per tutta la giornata e fino a notte fonda, il 20enne è stato accompagnato in carcere, a Foggia, dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel corso dell’udienza di convalida, il giudice, ritenuti assolutamente concordanti tutti gli elementi investigativi raccolti, ha convalidato il fermo e ne ha disposto la permanenza in carcere del cittadino guineano.

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