Strage di mafia a San Marco Lamis: partecipò all'agguato, preso uno degli assassini dei fratelli Luciani e del boss Romito

Omicidio dei fratelli Luciani e del boss Romito. Arrestato a Manfredonia uno degli assassini che partecipò alla strage di mafia a San Marco in Lamis

Il luogo della strage

Prese parte alla strage di San Marco in Lamis, ovvero il quadruplice omicidio del 9 agosto dello scorso anno, nel quale furono uccisi il boss Mario Luciano Romito e il cognato Matteo De Palma che gli faceva da autista. Insieme a loro, furono assassinati anche i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, due agricoltori del posto, innocenti, uccisi per un drammatico scambio di persona.

Qui l'arrestato e la ricostruzione

Quel maledetto 9 agosto 2017

All’alba di oggi, i carabinieri del Comando Provinciale di Foggia insieme ai colleghi del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Bari, con l'ausilio dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia e dell'11 Reggimento Puglia, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, entrambe di Manfredonia. Ad una di queste, la Direzione Distrettuale Antimafia cha ha coordinato le indagini contesta la partecipazione alla strage di mafia. I dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa in programma in mattinata, negli uffici del Comando Legione Carabinieri Puglia, a Bari, presieduta dal Procuratore Capo di Bari, Giuseppe Volpe.

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Un tau per i fratelli Luciani

Il fatto, lo ricordiamo, avvenne in pieno giorno, sulla strada provinciale 272, nei pressi della stazione dismessa di San Marco in Lamis. Le vittime designate erano a bordo di un Maggiolone Volkswagen blu scuro che fu affiancato dai sicari che aprirono il fuoco: il boss e suo cognato furono uccisi da una pioggia di proiettili, di kalashnikov e un fucile da caccia calibro 12. Nel frattempo, sopraggiungeva un pick-up bianco con i due agricoltori, che avevano dei terreni in zona: i due sarebbero stati scambiati per due fedelissimi del boss, oppure uccisi perché testimoni scomodi.

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