Apricena, minacce ed estorsioni all'interno del Comune: arrestato Riccardo Di Nauta

Il vicesindaco Anna Maria Torelli: "Combattiamo, come nel passato, metodi e personaggi che o per appartenenza o per metodologie camorristiche, tentano di condizionare l'attività amministrativa del nostro Paese"

Immagine di repertorio

E’ accusato di minacce ed estorsione nei confronti di esponenti dell’Amministrazione Comunale di Apricena. Stiamo parlando di Riccardo Di Nauta, arrestato dai carabinieri a seguito di una importante operazione “a tutela della Legalità e della sicurezza di chi, ogni giorno e tra mille difficoltà, lavora per il bene di tutta la cittadinanza”.

Queste le parole del vicesindaco Anna Maria Torelli, a margine della notizia dell’arresto di Di Nauta. “Questa misura – prosegue Torelli – deve far capire prima di tutto che noi operiamo solo nel solco della legge, senza cedere ai ricatti e alle estorsioni di nessuno. Ricatti ed estorsioni che questo personaggio ha continuato a fare, non solo nei modi convenzionali, ma anche in modo più subdolo, quello cioè di distruggere moralmente gli amministratori con un pubblico comizio carico di volgarità e calunnie”.

RICCARDO DI NAUTA, L'ARRESTO DEI CARABINIERI

“Combattiamo, come nel passato, metodi e personaggi che o per appartenenza o per metodologie camorristiche, tentano di condizionare l’attività amministrativa del nostro Paese. Sono orgogliosa di rivendicare, che già nel passato, questa stessa Amministrazione ha preferito dimettersi pur di non lasciarsi condizionare da elementi malavitosi che volevano mettere le mani sulla nostra città. I cittadini ci hanno sostenuto, hanno capito, hanno combattuto al nostro fianco e nel 2014 siamo tornati a governare la città più forti che mai”.

“Dobbiamo constatare che l’opposizione ha cavalcato in maniera strumentale le calunnie e le infamie, rivolte anche in pubblico comizio, da questo personaggio che oggi viene consegnato nelle mani della giustizia. Dobbiamo constatare che oggi come ieri l’opposizione, pur di tentare di dare la spallata ad un’Amministrazione liberamente scelta dai cittadini, si schiera dalla parte dei malavitosi. È chiaro che, anche in questo caso, chi ha fatto da cassa di risonanza alle calunnie e alle volgarità di questo soggetto ne dovrà rispondere davanti alla giustizia”.

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