Prima lo stalking, poi l'estorsione: "Dammi 1000 euro se vuoi stare tranquilla"

Rapporti di pessimo vicinato, a Torremaggiore, dove il 47enne Michele Iannelli perseguitava la giovane vicina di casa con minacce, intimidazioni, richieste sessuali e di denaro

Michele Iannelli

Si era invaghito dell’avvenente vicina di casa, una ragazza di oltre vent’anni più giovane di lui. Così, Michele Iannelli, di 47 anni, ha iniziato a perseguitarla e pedinarla, minacciandola anche di morte qualora non avesse acconsentito alle sue esplicite richieste di rapporti sessuali. Poi, non avendo raggiunto lo scopo, ha preteso dalla giovane la somma di denaro di 1000 euro, accollandosi – oltre che l’accusa per stalking -anche quella per estorsione.

E’ quanto scoperto dai carabinieri della compagnia di San Severo nella cittadina di Torremaggiore. Non era la prima volta che la ragazza subiva atti persecutori ad opera del vicino: già in diverse occasioni, infatti, aveva subito le morbose attenzioni del 47enne, atti che l’avevano costretta a cambiare le proprie abitudini di vita oltre che a vivere in un costante stato di malessere e di concreto pericolo per la sua incolumità.

Mai un’aggressione fisica – precisano i militari – ma continue intimidazioni e minacce, utilizzando toni molto forti, ed epiteti volgarissimi. Stanca delle continue persecuzioni, durate oltre 4 mesi, la donna ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per denunciare l’accaduto. Raccolto il coraggio a due mani, la ragazza ha confessato tutto ai carabinieri, giustificando, in sede di denuncia, i mesi di indugio con lo stato di forte umiliazione causato dalla situazione patita, e dal terrore di una possibile violenta reazione del suo vicino, stato d’animo molto ricorrente nelle vittime di stalking.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo sceglieva con attenzione i momenti per aggredire la vittima: si guardava bene che non fosse presente nessuno, così da escludere potenziali testimoni. All’ennesima ignobile richiesta, l’ultima in ordine cronologico, la donna ha pensato bene di registrare le parole dello stalker così da poterle presentare in sede di denuncia. All’ennesimo rifiuto della donna di avere rapporti sessuali con lui, l’uomo le chiedeva la somma contante di 1.000 euro, da consegnare – quasi a titolo risarcitorio – il giorno seguente. Pagato il “debito”, la donna poteva stare tranquilla.

Tutta la conversazione è stata registrata dalla vittima e consegnata nelle mani dei militari, che hanno riconosciuto in quelle parole la voce del 47enne. Raccolta la denuncia, i carabinieri della locale stazione hanno proceduto ad identificare, mediante i numeri seriali, le banconote che, il giorno seguente la donna avrebbe consegnato al suo aguzzino: 500 euro a fronte dei 1000 richiesti. L’indomani, quindi, i militari si sono appostati in abiti civili a pochi metri dalle abitazioni dei due, assistendo alla consegna del denaro.

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L’uomo, a riprova della sua pericolosità, presa coscienza del contenuto della busta ed in particolare della presenza della sola metà della somma richiesta, avrebbe accettato comunque il pagamento precisando, però, che a breve sarebbe tornato da lei obbligandola a saldare “in natura” il restante dovuto. Pochissimi gli attimi concessi all’uomo per rientrare nella sua abitazione: subito dopo, infatti, i militari procedevano a perquisire i locali rinvenendo sotto il cuscino del divano la busta appena consegnata dalla donna e contenente la somma di 500 euro, tutte banconote preventivamente identificate dai militari. Chiare ed inequivocabili a questo punto le responsabilità del torremaggiorese, che è stato immediatamente arrestato e associato al carcere di Foggia, in attesa del giudizio penale.

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