Accoltella amico e lo accompagna in ospedale: tenta fuga, ma viene arrestato a Rimini

Un 33enne del Marocco è accusato di tentato omicidio e rapina. Con un suo connazionale aveva accompagnato la vittima presso l’ospedale di Cerignola, poi era scappato in Emilia Romagna

Il 33enne arrestato

Pensava di averla fatta franca il marocchino che nel febbraio scorso, con un’arma da taglio, aveva ferito un alla testa, al torace e ad un braccio un connazionale residente a Stornara. Poi, dopo averlo accompagnato in ospedale,aveva fatto perdere le proprie tracce.

Il 5 dicembre scorso, infatti, Dahmani Brahim, classe 1979, si è presentato presso la Questura di Rimini per richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, non immaginando però che nel frattempo, la Procura della Repubblica di Foggia, su richiesta del commissariato di polizia di Cerignola, nei suoi confronti aveva emesso un decreto di fermo per il reato di tentato omicidio e rapina.

Il giorno del ferimento, acquisiti i primi elementi, i poliziotti si erano messi subito alla ricerca del fuggitivo, che però era risultato irreperibile. Dalle successive indagini era emerso che l’uomo aveva raggiunto alcuni parenti in Emilia Romagna, ragion per cui gli agenti in divisa della città ofantina avevano immediatamente allertato i colleghi della questura di Rimini, che dopo alcuni giorni scoprirono che l’uomo era in città e stava progettando la fuga nella sua nazione d’origine.

I FATTI | La vittima, mentre dormiva, era stato colpito con un coltello alla testa da un suo connazionale (con il quale tra l’altro condivideva l’abitazione) che pretendeva che il malcapitato gli consegnasse il portafogli, contenente il denaro che di lì a poco avrebbe inviato alla moglie al figlio. 

L’ira dell’uomo non si fermò nemmeno alla consegna del denaro; infatti, nonostante avesse ottenuto quanto richiesto, continuò ad infierire contro l’amico prima al torace - dove la lama del coltello sfiorò il cuore - e poi ad un braccio.

Un altro marocchino, che nel frattempo dormiva in un appartamento confinante, udendo le urla, si diresse verso il luogo dell’aggressione. Qui trovò il soggetto riverso a terra in una pozza di sangue ed il suo aggressore, che finse di non sapere nulla, e che aiutò l’uomo ad accompagnare il ferito presso l’ospedale Tatarella.

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Il 5 dicembre, dopo le formalità di rito il 33enne è stato accompagnato presso la casa circondariale di Rimini, dove tuttora è detenuto a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia. Il ferito, dopo il decorso ospedaliero, dopo trenta giorni di prognosi riservata è stato dimesso dagli Ospedali Riuniti dove era stato trasferito

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