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Non gli fa trovare il pranzo pronto, marito le sbatte una sedia in faccia: la violenza davanti alla figlia di un anno

Il gravissimo episodio è avvenuto a Mattinata. Vittima una 22enne che aveva appena interrotto la gravidanza

Sarebbero futili i motivi per i quali una situazione che ormai andava avanti da mesi, mai denunciata per timore di ripercussioni, è degenerata con un'aggressione fisica di un marito alla propria moglie.

E' quanto accaduto a Mattinata domenica scorda quando i carabinieri, dopo aver ricevuto una telefonata con richiesta di aiuto da parte di una giovane donna straniera, 22enne, da tempo residente nel comune garganico, ha chiesto di essere soccorsa poiché il marito, suo connazionale 33enne, la stava picchiando. 

I militari dell'Arma del posto, unitamente a quelli del radiomobile di Manfredonia, hanno trovato una situazione chiara ed inequivocabile. L’appartamento completamente messo a soqquadro era il chiaro segno di una lite appena terminata, se non addirittura in corso.

L’uomo è stato immediatamente fermato. La donna, messa in sicurezza e fatta visitare dai sanitari, è stata ascoltata per lungo tempo e ha raccontato quello che stava vivendo ormai da mesi.

Con timore, ma con altrettanta determinazione, ha fornito tutti i particolari, soffermandosi sul motivo che aveva scatenato la furia del marito, e che addirittura lo aveva portato a scaraventarle una sedia in faccia, per poi cacciarla di casa, nonostante fosse presente la loro figlia di appena un anno.

La “colpa” della donna era stata quella di non aver preparato per tempo il pranzo. Né le sue giustificazioni, né il fatto che da poco avesse avuto un’interruzione di gravidanza avevano placato l’uomo, il quale tornando a casa, pretendeva di trovare tutto pronto, senza tenere minimamente conto delle difficoltà fisiche di sua moglie.

L’uomo, per le ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali è stato arrestato e condotto preso il carcere di Foggia.

Processato con rito direttissimo, gli è stata applicata la misura cautelare dell’allontanamento dall’abitazione familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

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