Arsenale della mala garganica: ai domiciliari Raduano, 'luogotenente' di Cintaridd

Arrestato dalla polizia Marco Raduano, ritenuto esponente di spicco della criminalità viestana. Per gli investigatori è a lui che andrebbe imputata la disponibilità dell'armamentario scoperto a giugno, in via Dante Alighieri

Parte dell'arsenale sequestrato (FOTO D'AGOSTINO)

Nei giorni scorsi, a conclusione di una brillante attività investigativa condotta dagli agenti del Commissariato di Manfredonia e della squadra mobile della questura di Foggia è stato tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare agli arresti domiciliari, il sorvegliato speciale Marco Raduano detto “Marco Pallone”.

Per gli investigatori è a Raduano che andrebbe imputata la disponibilità dell’armamentario della mala garganica scoperto lo scorso 20 giugno, a casa di un insospettabile incensurato viestano, Matteo Dies, di 43 anni, ex guardia giurata di un noto istituto di vigilanza locale, avente il compito di custodire un vero e proprio arsenale che, sin da subito, è apparso direttamente riferibile ai clan di criminalità organizzata operanti a Vieste e nelle zone limitrofe.

In una abitazione di via Dante Alighieri, lo ricordiamo, la polizia sequestrò un arsenale di armi, tra mitra, fucili automatici di precisione dotati di sofisticati cannocchiali, fucili a pompa, pistole e munizioni di ogni genere e calibro, silenziatori, passamontagna e ricetrasmittenti.

IL VIDEO DEL SEQUESTRO DELLE ARMI

Proprio per l’imponenza e la pericolosità del materiale sequestrato gli investigatori hanno ritenuto di aver messo le mani sull’armiere e sull’arsenale della criminalità locale sulle cui armi verranno effettuati rilievi balistici che permetteranno con ogni probabilità di chiarire le dinamiche criminali garganiche, soprattutto dei recenti fatti di sangue.

Dall’arresto di Dies si è intensificata l’attività di indagine che ha permesso di ricondurre univocamente la disponibilità dell’arsenale sequestrato al sorvegliato speciale Raduano, che tra l’altro per diverso tempo ha mantenuto la sua residenza nello stesso stabile di via Dante Alighieri.

Trentaduenne viestano, Raduano è ritenuto esponente di spicco della criminalità viestana, già luogotenente del boss Angelo Notarangelo, ritenuto con lui a capo di un’associazione criminale dedita ad una fiorente attività estorsiva ed alla perpetrazione di reati in genere, recentemente colpita con l’operazione denominata “Medioevo”, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

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