Esasperata dal marito, chiama i carabinieri: minacce di morte davanti ai militari, in manette 31enne

I militari hanno ricostruito una serie di maltrattamenti ai danni della propria compagna, 25enne e madre di tre bambini, che duravano già da circa cinque anni, consistenti in vessazioni, insulti, strattonamenti e minacce

Immagine di repertorio

Una relazione puntellata da vessazioni, insulti, violenti strattonamenti e minacce. Una condotta che andava avanti da 5 anni, cui solo l'intervento dei carabinieri ha posto fine, con l'arresto di un marito violento.

Il fatto risale al pomeriggio della scorsa domenica, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia, a seguito della richiesta di aiuto  da parte di una giovane donna, sono intervenuti in un appartamento dove si consumavano atteggiamenti violenti. Giunti sul posto, i militari hanno saputo di una serie di maltrattamenti da parte dell’uomo, ai danni della propria compagna, 25enne e madre dei loro tre bambini, che duravano già da circa cinque anni, consistenti in vessazioni, insulti, violenti strattonamenti e minacce, sempre innescati da banalità.

Quella sera l’uomo, che pretendeva che la compagna stesse a casa, vietandole di uscire anche con le amiche: di fronte alla sua esasperata dichiarazione di volersi separare aveva dato in escandescenze e, anche dopo l'intervento dei carabinieri, che cercavano di portarlo alla ragione, la minacciava ripetutamente e gravemente di morte, venendo così arrestato nella flagranza del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. A finire in manette è stato un 31enne di Manfredonia, già conosciuto dai militari per le pregresse vicende che lo avevano già visto coinvolto.

L’uomo, secondo le disposizioni del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, è stato dunque condotto presso il carcere di Foggia, dove in passato era già stato ristretto per altri motivi. La mattina di martedi si è tenuta l’udienza di convalida con giudizio direttissimo, a seguito della quale il Giudice del Tribunale di Foggia ha condannato il 31enne alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione.

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