Sabato, 18 Settembre 2021

Bomba al bancomat, 34enne tradito dalle foto su Facebook e dalle telecamere mentre toglie il passamontagna: si cercano complici

Il fatto risale al settembre scorso. I malviventi, due o forse tre, fuggirono a mani vuote. Il colpo fallito al Banco Popolare di Milano

Nel cuore della notte dello scorso 24 settembre, un improvviso boato aveva spezzato il sonno di decine di cittadini di Lucera, facendoli sobbalzare dai letti ed affacciare impauriti alle finestre ed ai balconi delle relative abitazioni.

Qualcuno, dalla fitta coltre di fumo che si levava da via Zuppetta, nel pieno centro storico del comune federiciano, riusciva ad intravedere, in lontananza, la sagoma di due persone o forse tre, allontanarsi a piedi in direzione del piccolo vicolo Cassella che dalla citata via immette in un labirinto di viuzze che si snodano nel paese vecchio.

Immediatamente è stato dato l’allarme al 112 e i carabinieri hanno constatato che si era trattato dell’ennesima esplosione di uno sportello Atm, quello, in questo caso, del Banco Popolare di Milano. La tecnica utilizzata è quella solita con la quale si fa detonare una carica esplosiva attivata tramite miccia, ambedue (la miccia e il materiale esplosivo) poggiate su un manufatto metallico a forma di “T” la cui estremità viene inserita all’interno della fessura che eroga le banconote.

La chiamano comunemente ‘marmotta’, ed è un grimaldello che serve, attraverso la deflagrazione della suddetta carica esplosiva, per aprire come noci le casseforti che alimentano i dispositivi Atm (Automated Teller Machine) di uffici postali e sportelli bancari. Ma spesso la detonazione, sventra uffici, vetrate, soffitti, pareti, arredi, mettendo a repentaglio la stabilità e l’agibilità degli edifici ove tali macchine sono posizionate.

Poco conta se poi il colpo venga portato a termine o meno, come nel caso in questione in cui, proprio la violenza dell’esplosione ha sortito l’effetto di mettere in fuga gli sconsiderati, quanto, in questo caso evidentemente, maldestri, autori del colpo. La portata delittuosa dell’azione criminale sta proprio in questo: non è importante mettere a serio repentaglio l’altrui (e talvolta la propria) incolumità, quanto tentare di sottrarre quante più banconote possibili.

Il lavoro d’indagine compiuto dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lucera, a partire dal sopralluogo sulla scena del crimine, all’acquisizione di ogni utile dettaglio, informazione o elemento, per ricostruire compiutamente tempi, modalità e soprattutto per risalire agli autori dell’efferata azione delittuosa, ha dato i suoi frutti.

Gli inquirenti sono partiti proprio da quelle lontane e sfocate sagome che si dileguavano per vico Cassella, ripercorrendo centimetro per centimetro tutte le viuzze che di lì si snodano, rinvenendo in tal modo un passamontagna usato ed abbandonato dai malviventi durante la fuga, acquisendo e visionando tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti, in prossimità di abitazioni private ed esercizi commerciali, comparandole con le nitide immagini fornite del sistema di video sorveglianza del predetto Istituto di credito che immortalavano, forme, fattezze, indumenti dei tre, questo il numero dei rei, intenti ad armeggiare con la “marmotta”.

Proprio l’attenta analisi dei filmati, nonostante i volti dei criminali fossero, come accennato, travisati da passamontagna, ha portato i militari ad individuare con certezza uno dei tre, comparando i particolari indumenti indossati quella notte con quelli, del tutto identici, imprudentemente ostentati dallo stesso su facebook, nonché le caratteristiche fisiche del tutto sovrapponibili con quelle ben note ai carabinieri, essendo il prevenuto, ampiamente noto alle forze di polizia. Lo stesso, tra le altre cose, immortalato durante il percorso di fuga da diversi sistemi di videosorveglianza, ignaro di essere ripreso, non esitava ad un certo punto, a togliersi il passamontagna, mostrando il volto, dissipando, in questo modo, i pochi dubbi rimasti agli investigatori.

Alle prime luci dell’alba, i carabinieri della Compagnia di Lucera hanno dato esecuzione all’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un 34enne di Foggia, ma residente da sempre a Lucera, come sottolineato, ben noto ai carabinieri; la misura è stata disposta dal G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta del sostituto procuratore titolare dell’attività d’indagine, che hanno entrambe concordato appieno con le predette risultanze investigative

Ulteriori indagini sono in atto da parte dei militari che contano ben presto di chiudere il cerchio sui correi, sfruttando ulteriori risultanze emerse durante l’articolata e particolarmente accurata attività investigativa.

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