Cronaca

Iaccarino 'spendi e spandi' con i soldi del Comune. "Digli che è passato il presidente...". 5000 euro da imprenditore per sbloccare liquidazione

Bufera in Comune di Foggia con l'arresto dei Consiglieri comunali Leonardo Iaccarino e Antonio Capotosto. Nelle carte dell'ordinanza, il gip mette a fuoco la serie di episodi di peculato di cui è accusato l'ex presidente del Consiglio comunale

Immagine di repertorio

Nessun commento da parte dei legali di Leonardo Iaccarino, trincerati nel silenzio dopo l’arresto del Consigliere comunale di Foggia, che torna al centro della cronaca dopo le tristemente note pistolettate di capodanno. L’arresto (in carcere) è avvenuto ieri mattina, da parte della polizia. Insieme a lui anche il collega Antonio Capotosto (ai domiciliari) e l’imprenditore Francesco Landini, sottoposto a obbligo di firma.

I tre sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, tentata induzione indebita e peculato. I due consiglieri sono stati sospesi dal prefetto dalla carica di consiglieri comunali. L'attività investigativa sembra essere una costola di una macro-indagine, all'interno della quale Iaccarino "veniva monitorato  in quanto ritenuto essere più che altro persona informata sui fatti", si legge nella premessa dell'ordinanza. Le risultanze però hanno fotografato un quadro ben preciso per gli occhi degli investigatori.

IL CASO MASSERIA GIARDINO. Dalle indagini, svolte dalla Squadra Mobile, dalla Digos e dal Servizio Centrale Operativo, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Foggia, è emerso che il consigliere comunale Iaccarino, in cambio di denaro ed altra utilità, avrebbe favorito l’imprenditore nella liquidazione di una somma di denaro che vantava nei confronti del Comune di Foggia, per la fornitura di prodotti fitosanitari necessari per l’attività dell’azienda agricola comunale ‘Masseria Giardino’.

“Iaccarino, quale presidente del consiglio comunale, e un ex dipendente comunale addetto alla conduzione dell'azienda agricola Masseria Giardino del Comune di Foggia” si legge nell’ordinanza,” accettavano da Francesco Landini dapprima la promessa di 5.000 euro per Iaccarino e di 4.000 euro per il dipendente comunale, oltre alla promessa di circa 2.000 litri di gasolio agricolo”.

“I due pubblici ufficiali ricevevano tali promesse e successivamente le predette utilità per influenzare gli uffici comunali affinché l'istanza di liquidazione per un importo di 26.000 euro, avanzata dall'impresa Russo Michelina (moglie di Landini), per una fornitura di fitofarmaci, fosse imputata ad una determinazione di spesa datata 06 giugno 2019 che, invece, autorizzava l'acquisto di fitofarmaci (segnatamente "attività di diserbo") solo fino a 6.800 euro e, inoltre, affinché in tal senso accelerassero i tempi necessari per la predetta liquidazione e il successivo pagamento”.

Quel pagamento anomalo che ha insospettito gli inquirenti: il ruolo di Iaccarino dietro i lavori dell'imprenditore sottoposto all'obbligo di firma 

SOLDI PER IL DEBITO FUORI BILANCIO. Ma nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'ex presidente del Consiglio comunale e del consigliere Antonio Capotosto che avrebbero tentato di indurre un imprenditore foggiano a versare una somma di denaro di circa 20mila euro per ottenere l’approvazione di una delibera comunale a favore di una società riconducibile al medesimo imprenditore. Iaccarino e Caposto, scrive il gip, “abusando della qualità e dei poteri inerenti l'ufficio di presidente del Consiglio comunale, per Iaccarino, e di Consigliere comunale, per Capotosto, cercavano di indurre il suocero del presidente di una società cooperativa a dare o promettere 20.000 euro a favore dei due in relazione al riconoscimento di un debito fuori bilancio nei confronti della predetta società cooperativa”. Il fatto risale al novembre del 2020.

TERMOSCANNER E LIBRI DI HARRY POTTER. Iaccarino, inoltre, è ritenuto responsabile anche di una serie di episodi di presunto peculato, essendosi in più occasioni, nell’arco di poco più di tre mesi, appropriato di denaro di cui aveva la disponibilità per ragioni del suo ufficio e che destinava all’acquisto di beni per sé. Nel calderone delle spese finisce un po’ di tutto: termoscanner per moglie e amica, libri per ragazzi (l’intera saga di Harry Potter) e decorazioni natalizie per la sua abitazione e quella della sorella. La vicenda viene cristallizzata nelle 56 pagine dell’ordinanza, firmate dal gip Antonio Sicuranza, che stigmatizza in premessa: “Iaccarino è il deus ex machina di quello che appare essere un sistema di metodico asservimento ai propri interessi personalistici che, quindi, viene necessariamente a confliggere con gli interessi pubblici, i quali ne restano anzi gravemente intaccati e lesi -non solo nell'immagine- dal disinvolto (per usare un eufemismo) contegno del  politico”.

In un caso, “avendo il possesso o comunque la disponibilità, per ragioni del suo ufficio, di due termoscanner e di due confezioni di gel igienizzante che gli venivano consegnati dal personale di una farmacia fornitrice del Municipio, se ne appropriava, donando un termoscanner e un flacone di gel igienizzante alla moglie e un altro termoscanner ed una confezione di gel igienizzante ad una intima amica (per un valore complessivo di oltre 200 euro)”, si legge nelle carte. Quest’ultima apprezza e ringrazia: “Fa paura”, si legge in una intercettazione. “Solo il top di gamma”, risponde lui.

Ancora, nel novembre 2020, si è appropriato di una somma di 850 euro, destinata “all'acquisto, presso un vivaio fornitore del Comune di Foggia, di decorazioni e suppellettili natalizie”, a favore della sua famiglia e di quella della sorella. Ciò faceva - sottolinea il gip - con il concorso della moglie e della sorella, le quali lo istigavano all'acquisto e ricevevano la merce che lui consegnava loro”.

Altri acquisti con risorse del Comune sono denunciate nel dicembre 2020, quando l’ex presidente del Consiglio comunale ha acquistato due cartucce per stampante, di due mouse, di un mousepad, di casse acustiche e di una stampante che in parte teneva per sé e in parte consegnava alla sua amica, la quale concorreva con lo Iaccarino” nell’azione. Terminati gli acquisti, la stessa di dispiace di aver mancato in un acquisto: una tavoletta grafica per la figlia, da mettere sotto l’albero di Natale. Questa circostanza emerge in una successiva intercettazione telefonica.

Non si tratta degli unici episodi contestati al vigile del fuoco eletto in consiglio comunale: nel settembre scorso, con risorse del Comune, lo stesso acquistava presso fornitori del Comune, “prodotti di cancelleria e segnatamente di uno zaino, penne, righelli, colla, squadre e un raccoglitore, che consegnava all'intima amica”; stessa cosa nel novembre dello scorso anno, quando accollava al Comune spese per “tre accessori per cellulare e di più zaini, per sé e per terzi” e “una tracolla jeans porta computer”. A dicembre fu il turno di “due confezioni di carte da gioco canasta" e di “tre power bank e otto penne, per sé e per terzi”.

Alla lista delle spese, si aggiungono anche “testi scolastici per i propri figli” e l’intera saga (7 volumi) di Harry Potter, che poi consegnava alla compagna (presente al momento dell’acquisto). Per il pagamento, come risulta dalle intercettazioni, Iaccarino liquida così: “Te la vedi con Michele. Gli dici ‘E' passato il Presidente…’”.

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