Organizzava incontri sul web, poi portava la compagna e filmata tutto: arrestato

Arrestato per maltrattamenti un 30enne foggiano. Vittima dell'accaduto, la sua compagna - una cinquantenne del posto - che a luglio ha anche tentato il suicidio

La conferenza stampa

Era riuscito ad azzerare la volontà della compagna, vittima di maltrattamenti e vessazioni fisiche e psicologiche quotidiane. Non solo calci e pugni mai refertati, ma soprattutto umiliazioni profonde e insulti mortificanti. Così, una cinquantenne foggiana era stata completamente piegata alla volontà e ai desideri del suo uomo di 20 anni più giovane.

Un vero e proprio plagio, al punto tale da assecondare - seppure controvoglia - il desiderio perverso dello stesso di vedere (e a volte filmare) la propria donna in atteggiamenti intimi con sconosciuti o di partecipare scambi di coppia organizzati attraverso la piattaforma web di un sito per adulti al quale il 30enne si era iscritto. Alcuni di questi incontri - ha riferito la vittima - sono stati anche filmati dallo stesso, ed il materiale è oggetto di specifiche indagini della polizia postale.

Tutti incontri vissuti con forte sofferenza della donna (madre di un ragazzo ormai grande), che tuttavia accettava - suo malgrado - “per amore nei confronti dell’indagato, per quieto vivere” e perché - si legge negli atti - questi più volte le aveva manifestato il proprio piacere ad assistervi”. Entrambi foggiani - lei badante con un divorzio alle spalle, lui disoccupato, insieme da tre anni - sono in breve tempo caduti in una spirale pericolosa al termine della quale lui è stato arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia, lei ha tentato il suicidio ed è ora ricoverata in una struttura protetta.

Una vicenda ancora piena di ombre, la maggior parte della quali nascoste nei meandri della rete, ricostruita dagli agenti della squadra mobile foggiana. I fatti risalgono al settembre del 2014, ma le condotte vessatorie e le molestie sarebbero precedenti. Secondo gli inquirenti, infatti, l’indagato maltrattava quotidianamente la convivente, che più volte aveva tentato di lasciarlo, ma era tornata sui suoi passi per paura di ritorsioni nei confronti suoi e dei suoi cari (un figlio avuto da una precedente relazione e l’anziano padre malato).

“Piuttosto che lasciarti ti do’ fuoco” le avrebbe detto tra i denti, dopo l’ultima discussione per costringerla a tornare indietro; minacce di morte mescolate allo spettro di rivelare a tutti le “particolarità” della loro relazione, nelle estensioni on-line. A seguito dell’ennesimo litigio, sfociato in violenze quali calci e pugni, la donna si era rifugiata in un hotel cittadino, ma era stata prontamente individuata dal suo aguzzino.

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Stessa cosa accaduta in un centro protetto, dove la stessa aveva trovato accoglienza dopo aver sporto denuncia. Nonostante fosse stato già destinatario del divieto di avvicinamento, il 30enne ha continuato a cercare e trovare la donna. Fino allo scorso 31 luglio, quando nei suoi confronti è stata eseguita la misura di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Bari. L’indagato ha però respinto ogni accusa.

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