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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Arrestato imprenditore di Foggia: è accusato del tentato duplice omicidio di Antonello Francavilla e del figlio

L'imprenditore che Emiliano Francavilla & Co. volevano far fuori la sera del 26 giugno scorso, sarebbe l'esecutore materiale del tentato duplice omicidio di Antonello Francavilla e del figlio 15enne avvenuto a Nettuno il 2 marzo

Gli agenti della Squadra Mobile di Roma e di Foggia, coadiuvato dai colleghi di Trieste, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo del Pm emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti di Antonio Fratianni, l'imprenditore foggiano gravemente indiziato di essere l'esecutore materiale, del tentato duplice omicidio, pluriaggravato, commesso a Nettuno il 2 marzo 2022 nei confronti di Antonello Francavilla e del figlio 15enne, che quel giorno erano stati attinti da numerosi colpi di arma da fuoco all’interno di un’abitazione di Nettuno, dove era sottoposto agli arresti domiciliari.

Imprenditore arrestato: qui gli aggiornamenti

Le indagini avviate dalla squadra mobile capitolina e dall’omologo ufficio investigativo di Foggia con il coordinamento della Dda di Roma, hanno consentito di ricondurre l’episodio delittuoso ad ambienti criminali foggiani e di individuare in Antonello Francavilla l’obiettivo principale dell’agguato, accertando l’accidentalità del coinvolgimento del figlio. Elementi utili all’individuazione dell’autore del delitto sono stati acquisiti anche attraverso il proficuo collegamento investigativo tra la direzioni distrettuali Antimafia di Roma e Bari.

Dalle risultanze di un'altra attività d’indagine della Procura di Bari, è emersa la figura di Fratianni, le cui dichiarazioni, correlate alla ricostruzione dei suoi spostamenti in occasione dell’evento criminoso del 2 marzo, hanno evidenziato una connessione con l’esecuzione dell’azione delittuosa.

Ulteriori indizi probatori sono emersi dagli sviluppi investigativi di un successivo procedimento instaurato presso la Dda del capoluogo pugliese, relativo alla pianificazione dell’omicidio dell’imprenditore edile, ad opera di sette soggetti - tra i quali un esponente di primissimo piano della consorteria mafiosa 'Sinesi-Francavilla', componenti di un commando determinato ad uccidere l'imprenditore edile.

Il piano per uccidere l'imprenditore: "Sparo proprio"

Nei loro confronti lo scorso 21 luglio, la Squadra Mobile di Foggia ha eseguito un provvedimento di fermo disposto dalla Dda di Bari – poi convalidato dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, competente per la procedura di convalida - che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa.

Di estrema rilevanza, nell’ambito delle investigazioni, anche alcuni apporti dichiarativi che hanno contribuito a rafforzare la gravità del quadro indiziario in ordine all’individuazione dell’autore materiale, consentendo di risalire al movente del delitto, che sarebbe scaturito dalla mancata restituzione di un’elevata somma di danaro, che Francavilla aveva prestato all'indagato. Di conseguenza, sono state individuate anche le motivazioni alla base del recente fallito agguato nei confronti dell’imprenditore, derivanti dal tentato duplice omicidio verificatosi a Nettuno.

Puntuali riscontri sono emersi dalle complessive indagini e dalle risultanze dei rilievi tecnici effettuati durante il sopralluogo dalla Polizia Scientifica, nonché dal contrasto della versione dell’accaduto fornita dal Francavilla con le dichiarazioni rese da alcuni testimoni.

L’indagato, irreperibile sul territorio italiano all’atto di emissione del provvedimento di fermo, il 2 agosto scorso, subito dopo aver varcato il confine italiano, è stato rintracciato a bordo di un veicolo mentre transitava sull’autostrada A4 Torino-Trieste, all’altezza dello svincolo di Duino. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, a seguito di convalida del fermo, richiesta dalla Procura del capoluogo friulano, competente per territorio, ha emesso quest'oggi l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

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