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Immagine di repertorio

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Chiede 10mila euro per togliere indagato dai guai: arrestato consulente della Procura di Foggia

L'ingegnere era stato nominato consulente dalla procura di Foggia nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo, aperta a seguito della morte di un operaio di Lucera, soffocato per una fuga di gas, in una banca di Apricena

Denaro in cambio di una consulenza favorevole. Questa l’ipotesi mossa contro Giorgio Amatucci, consulente di 49 anni di Ascoli Piceno, nominato consulente dalla procura di Foggia e arrestato il 23 aprile scorso dalla Guardia di finanza perché accusato di tentata induzione indebita atta a dare o promette utilità. L’uomo ha ottenuto i domiciliari.

Secondo l’accusa, l’ingegnere era stato nominato consulente dalla procura di Foggia -  che ha coordinato l'inchiesta - nell’ambito dell'omicidio colposo, con sei indagati, aperta a seguito della morte di un operaio di Lucera, soffocato per una fuga di gas, mentre stava effettuato dei lavori in una banca, ad Apricena.

Secondo gli inquirenti, il 49enne avrebbe contattato il consulente di uno dei sei indagati chiedendo 10mila euro in cambio di una consulenza favorevole, nella quale si escludessero eventuali responsabilità nella vicenda per il suo assistito. Una proposta che il ricevente ha denunciato agli uomini della Guardia di Finanza, che hanno organizzato una sorta di “trappola”, un incontro a stretto giro, il 22 aprile.

I due consulenti si sono incontrati a Foggia e Amatucci avrebbe preso i 10mila euro. L’ingegnere però è stato bloccato poco dopo dai militari delle fiamme gialle, mentre imboccava l'autostrada per tornare a casa: nella sua auto vi erano i 10mila euro, banconote che erano state precedentemente fotocopiate. Il 49enne ha respinto le accuse, spiegando di essere estraneo alla vicenda e che quel denaro era il compenso per un’altra consulenza. 

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