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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca Manfredonia

Manfredonia: ruba e riconsegna slot machine distrutte, arrestato 35enne

Il furto di due slot è avvenuto il primo giugno. L'uomo voleva riprendersi i soldi persi al gioco. Otto giorni dopo ha riconsegnato le macchinette distrutte e senza soldi. Il danno ammonta a 17mila euro

A Manfredonia per un cittadino 35enne sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per il complice, un cittadino romeno di anni 36, l’obbligo quotidiano di presentazione presso la locale compagnia. I due individui sono ritenuti responsabili del reato di furto pluriaggravato ai danni del titolare di un bar di Manfredonia.

IL FATTO - Il 1° giugno M.S., abitudinario giocatore di slot machine, si era recato più volte presso un bar per giocare alle “macchinette”. Dopo aver inserito parecchi soldi senza la fortuna di vincerne alcuno, l’uomo esclamava con tono minaccioso “Se non vinco 800 euro queste macchinette me le porto via”. Detto fatto.

Manfredonia: furto slot machine

Poco dopo l’ora di pranzo l’uomo è entrato nel bar e insieme al complice, con fare prevaricatorio e alterato, ha staccato la presa della corrente di due delle quattro slot presenti, le ha portate all’esterno e le ha caricate su un furgone, sotto gli sguardi attoniti dell’esercente e dei clienti. Successivamente è andato via come se nulla fosse successo.

I carabinieri, giunti sul posto qualche minuto dopo, non hanno potuto arrestare i ladri in flagranza di reato. Il 9 giugno, esattamente otto giorni dopo, M.S. si è recato nuovamente presso il locale, ha depositato e abbandonato all'esterno le macchinette distrutte e prive del denaro, invitando il titolare ad uscire. Il danno economico ammonta a 17mila euro.

Le indagini dei Carabinieri di Manfredonia, attivate senza indugio dopo aver acquisito i primi spunti, hanno permesso in brevissimo tempo di raccogliere indizi gravi, precisi e concordanti in grado di suffragare una ricostruzione dei fatti che il PM e il GIP del Tribunale di Foggia, il primo in sede di richiesta, il secondo in sede di formulazione dell’ordinanza applicativa di misura cautelare, hanno condiviso pienamente emettendo i citati provvedimenti considerata la stretta aderenza dei fatti con gli elementi probatori acquisiti.

 

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