Recuperati i reperti archeologici trafugati dalla Facoltà di Lettere

Il furto avvenne lo scorso 22 agosto nel laboratorio di Archeologia in via Arpi. I manufatti sono stati recuperati dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile in un casolare in via Zapponeta

I reperti archeologici rinvenuti

Erano occultati in un fondo agricolo in via Zapponeta, insieme ad oltre 2 kg di droga e centinaia di cartucce di vario calibro, i preziosissimi reperti archeologici che lo scorso 22 agosto furono trafugati dal laboratorio di Archeologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo dauno.

I reperti – dal valore economico e storico-culturale inestimabile – sono stati ritrovati dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Foggia nell’ambito di una perquisizione effettuata in un casolare in via Zapponeta di proprietà di D.A., 38enne foggiano, già pregiudicato e ora arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, detenzione di munizionamento e ricettazione.

Nella sua abitazione, gli agenti hanno rinvenuto un panetto di hashish di circa 50 grammi, mentre oltre 2 kg di marijuana erano nascosti in un fusto per le olive. Insieme alla droga, gli agenti hanno recuperato anche un furgone Fiat Ducato, risultato rubato, e guaine salva-rame relative a circa due quintali di metallo.

Insieme a tutto ciò, sono state sequestrate anche centinaia di cartucce di differente calibro, munizionamento vario per pistole e fucili. I reperti archeologici, invece, erano custoditi in un locale adibito a box-officina.

Si tratta di manufatti risalenti al II-III secolo d. C. e V–VI secolo d.C., reperti provenienti dagli scavi condotti dall'Università di Foggia e diretti dall’attuale rettore, Giuliano Volpe, tra il 1995 e il 2005 nei siti di Canosa, San Giusto e Ordona.

A questi reperti si aggiungono quelli restituiti da scavi effettuati per conto della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia in località Masseria Amendolara, nel territorio di Deliceto, consistenti in corredi di sepolture di età romana.

Il furto, come si ricorderà, venne consumato lo scorso 22 agosto, quando ignoti - approfittando della chiusura estiva, della vigilanza ridotta e delle impalcature che avvolgevano il terzo plesso della struttura universitaria di via Arpi – si introdussero nei locali della facoltà, raggiungendo senza difficoltà il laboratorio di archeologia dove sottrassero una serie di importanti reperti archeologici, insieme ad un nuovissimo e voluminoso generatore di elettricità di proprietà della società ArcheoLogica, spin-off di ateneo.

In queste ore, nei locali della questura di Foggia, lo staff del laboratorio di archeologia dell’università di Foggia sta provvedendo ad inventariare e catalogare il materiale recuperato, verificando l’eventuale assenza di reperti che potrebbero essere stati, in questo caso, già “risucchiati” dal buco nero del mercato illegale.

"Una splendida notizia, per l'archeologia, per la cultura, per l'università e per la legalità. Ringrazio di cuore gli ottimi poliziotti impegnati in questa iniziativa investigativa e mi auguro che si recuperino anche gli altri reperti e si assicurino alla giustizia gli altri responsabili" ha dichiarato il Magnifico Rettore dell'Università di Foggia.

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