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Immagine di repertorio

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Cinque anni di violenze, choc a Foggia: padre-padrone calpestava la moglie e prendeva il figlio piccolo a cinghiate

E' una lunga sequenza di violenze e prevaricazioni, durata 5 anni, quella contestata ad un 34enne extracomunitario, arrestato nella giornata di ieri dagli agenti della squadra mobile di Foggia.

Marito e padre-padrone, colpisce e  'calpesta' la moglie e percuote il figlio con la cintura. E' una lunga sequenza di violenze e prevaricazioni, durata 5 anni,  quella contestata ad un 34enne extracomunitario, arrestato nella giornata di ieri dagli agenti della squadra mobile di Foggia.

Gli agenti, a seguito di attività investigativa coordinata e diretta dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'uomo, indagato di maltrattamento in tempi diversi nei confronti dell’ex-moglie e del figlio minorenne a far data dall’anno 2016.

In particolare, nel corso delle indagini è emerso che l'uomo si è reso autore di una serie di sistematiche aggressioni fisiche particolarmente violente, in danno sia dell’ex-moglie che del figlio minore, picchiati anche per futili motivi, a mani nude o con oggetti vari, quali bicchieri, cinture, cucchiai di legno, nonché una serie di condotte umilianti e prevaricatrici, sul piano sia verbale che fisico, il tutto nonostante lo stesso abbia avuto cognizione di essere già sottoposto, per fatti analoghi, ad un procedimento penale.

L’ex-moglie, in sede di denuncia, ha dichiarato che nel corso di un’udienza in Tribunale, il marito si era molto arrabbiato perché temeva che ciò avrebbe compromesso ed ostacolato il rinnovo del suo permesso di soggiorno; a partire da tale momento lo stesso ha anche iniziato a minacciare di morte la donna, per il caso in cui non fosse andata via di casa, oltre ad offenderla, rivolgendole epiteti ingiuriosi. In altre occasioni, l’indagato durante il pranzo si arrabbiava senza motivo e lanciava piatti e il cibo presente sul tavolo, gettando tutto sul pavimento.

In una circostanza, nel corso del 2020, durante una discussione, l’indagato ha colpito la moglie con calci scaraventandola sul pavimento del soggiorno e una volta a terra, la donna quasi svenuta, ha subito ulteriori colpi ed è stata 'schiacciata' con i piedi, riportando su tutto il corpo ematomi. In quella circostanza, però, la donna non ha voluto fare ricorso alle cure mediche del pronto soccorso perché aveva molta paura della reazione del marito.

Nella scorsa estate, durante il pranzo, l’indagato nervoso per aver perso il lavoro, ha rimproverato il figlio perché a suo dire stava mangiando troppo velocemente e nel fare ciò lo prendeva per la nuca e lo sbatteva con la faccia sulla tavola, provocandogli la lesione del labbro inferiore con sanguinamento.

Nello stesso episodio, la madre del bambino ha tentato di interporsi tra lui e il figlio, ma l’indagato ha portato il bambino in camera da letto, ha preso una cintura di pelle e dopo aver intimato alla moglie di non entrare nella camera ("Altrimento uso la cintura anche su di te"), ha colpito il bambino ripetutamente; In altre numerose occasioni e con cadenza di almeno un paio di volte al mese, l’indagato ha colpito il figlio con la cintura o con il cucchiaio di legno da cucina, perché a suo dire il piccolo non faceva perfettamente quello che gli diceva di fare, come  ad esempio i compiti di scuola.

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